Gioco
Migliaia di tartarughe a rischio
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CARAPAX. Lex direttore Ballasina di fronte all ingresso del centro Il "Guardian" da Londra accusa il Carapax. Ma loro: «Non c'entriamo»
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MASSA MARITTIMA. Un allarme dalla Gran Bretagna: «le tartarughe marine al Carapax muoiono». E' quanto scrive il quotidiano The Guardian in un articolo, che ieri ha chiamato in causa le Colline Metallifere (soggetto di riferimento del centro). «Chi aveva in custodia gli animali non ha fatto quel che doveva» dice il presidente Giancarlo Zago. Il riferimento è all'ex direttore: Donato Ballasina. «Centinaia di tartarughine acquatiche spedite dalla Gran Bretagna nell'oasi faunistica Carapax nel grossetano sono morte o stanno morendo» recita l'articolo. A parlare tra le righe è un gruppo animalista, il British Chelonia Group, e altri ecologisti indipendenti. Tutti a scaricare sul centro massetano parole pesanti, come quelle di Tom Langton, ecologista che ha investigato sul progetto: per lui aver mandato le tartarughe in Italia «fu come spedirle a morire», perchè dopo una sua visita ha trovato gli animali «sottonutriti», con alcuni esemplari che «morivano di malattie. L'intera situazione è bizzarra e preoccupante». Le tartarughe sono arrivate in Maremma nel 2007 direttamente da Londra, dove erano state raccolte dai laghi dei vari parchi, e a quel tempo «sembrava troppo bello per essere vero, e infatti era così», ha detto al Guardian Paul Eversfield, del Bcg che all'epoca aveva visitato il centro toscano. Questo è quanto riporta The Guardian. «E' vero, alcune tartarughe non stanno bene» ammettono dal Carapax, ma ci sono due aspetti: ambientale e giudiziario. Per quanto riguarda la prima, le tartarughe, delle Trachemis Scripta Elegans, sono una specie carnivora originaria della Louisiana, che mal si sposa con l'ambiente del centro, studiato per la tutela di razze mediterranee. «Abbiamo due tipi di animali: - spiegano - quelli protetti sotto la nostra custodia, che sono censiti e curati costantemente; poi abbiamo altri tipi di animali, come queste tartarughe, che è impossibile censire perchè sono troppe». Ma allora, a chi spettava la cura di questi animali arrivati da Londra? La risposta è lo stesso nome su cui si scaglia ora la Comunità Montana: Donato Ballasina, l'ex direttore del centro. «E' lui il custode giuridico di queste tartarughe. - dice Giancarlo Zago -. Per questi animali prende tutt'oggi dei contributi dalle associazioni (secondo The Guardian 25 sterline a tartaruga, date dal Bcg che a sua volta le aveva ricevute dal Comune di Londra ndc)». Per di più Ballasina è sparito. Dalla Comunità Montana nessuno riesce a mettersi in contatto con lui; anche l'operaio che aveva assunto per dare da mangiare alle tartarughe ha perso le sue tracce. L'ente ha già emesso una segnalazione per abbandono di animali a carico di Ballasina alla Forestale, «che si aggiunge a quelle di maltrattamento» anni» affonda Zago. L'8 agosto verrà svolto da Comune, Asl e Arpat un sopralluogo nei laghi artificiali dove vivono questi animali, sia per valutare le loro condizioni, sia per «verificare le inadempienza dell'ex direttore», continua il presidente dell'ente: «ma queste tartarughe non verranno scacciate, ma verranno accudite da noi. Ma se Ballasina aveva i contributi delle associazioni, noi dovremo fare con i soldi dei cittadini». Alfredo Faetti Altro servizio a pagina 12
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