Lutto
«Mi ha passato in moto». Poi lo schianto
Enrico Giovannelli
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LINCIDENTE. I soccorsi lungo la Castiglionese e la ruota staccata; qui a lato con la fidanzata Tragedia sulla Castiglionese, muore a 25 anni mentre torna a casa dopo la notte bianca
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CASTIGLIONE. Rannicchiato sotto il guard rail a prima vista sembra di vedere una figura che riposa tra il buio e la strada. Immobile, sotto un telo bianco, vicino alla banchina che delimita il corso del canale Acciantino. Invece Simone Lampis, 25 anni, tutta una vita davanti a sé, su quel giaciglio ha trovato la morte ieri notte intorno alle tre sulla strada provinciale Castiglionese, subito dopo l'incrocio che porta alla strada di campagna della "Cannellina". Tornava a casa, a Grosseto dove viveva, dopo aver passato la serata tra il campeggio gestito dal padre e dal fratello e la notte bianca organizzata a Castiglione della Pescaia. A far fermare il cuore del giovane centauro sono state le terribili ferite riportate dopo la caduta dalla sua Yamaha R6, che si è schiantata sull'asfalto dopo aver imboccato la semicurva che porta poi al rettilineo verso i Ponti di Badia. Probabilmente la forte velocità della motocicletta, un attimo di distrazione fatale, o anche un cedimento meccanico, potrebbero essere state la causa del pauroso incidente. «Ho visto la moto sfrecciarmi accanto - ha raccontato un automobilista ai soccorritori - qualche centinaio di metri più avanti l'ho visto a terra. Era ancora vivo quando è arrivato il medico e gli infermieri». L'urto con il segnale stradale e il guard rail è stato tremendo. La motocicletta è volata via per centinaia di metri, disintegrandosi in mille pezzi e lanciando sull'asfalto il ragazzo, che carambolando ha finito la sua corsa addosso al cartello che segnala il numero da chiamare in caso di emergenza del 118. Secondo una ricostruzione degli inquirenti, prima dello schianto il giovane avrebbe fatto un volo di almeno 70-80 metri. Poi l'impatto. I pezzi della moto, dalla curva e per qualche centinaio di metri fra la strada e il campo di fronte, sono disseminati ovunque. Alcuni sono grandi, come la carena blu della motocicletta, due tronconi in mezzo alla sede stradale: altri invece sono ridotti a frammenti sulla banchina laterale. Fa impressione la ruota anteriore: divelta dal resto del telaio, rimasta sul lato sinistro della carreggiata, distante almeno 150 metri da dove si trova invece la moto. Ridotta ad un ammasso di rottami, adagiata e quasi invisibile in mezzo al campo dei girasoli tagliati da poco. La Yamaha ha superato la fossetta laterale, lasciando sull'asfalto alcune strisciate, che potrebbero spiegare poi la dinamica di tutta la carambola. Dalla parte opposta invece è adagiato il corpo del ragazzo, in una sorta di triangolo lunghissimo fra l'inizio e la fine dell'incidente. Una scarpa è rimasta al centro della carreggiata e viene illuminata dalle torce potenti dei vigili del fuoco, che insieme ai carabinieri della stazione di Castiglioone stanno tentando di dare una spiegazione a questo assurdo incidente. Il casco integrale del ragazzo è stato invece sistemato accanto al corpo. Le macchine vengono stoppate e fatte tornare indietro. Ci sono molti ragazzi che stanno rincasando dopo la notte bianca passata a Castiglione: tutti si informano dell'accaduto e imprecano. Tomby, come lo chiamano gli amici, era una di quelle perosne che appena entrava in un posto salutava qualcuno. Inutili i soccorsi, è toccato alla ditta delle pompe funebri Zazzeri ricomporre il corpo di Simone e trasferirlo all'obitorio.
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