Il Tirreno

Grosseto

I danni del cinghiale in conto alla Regione

Claudio Bellumori
<b>SCONTRO. </b>Fra un cinghiale e un&#146;auto
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SCONTRO. Fra un cinghiale e un’auto

Sentenza del giudice di pace a favore di un'automobilista che si è scontrata con l'animale

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 PITIGLIANO. Il cinghiale esce dalla radura e sbatte contro un'auto. Ora la Regione e il Comune dovranno risarcire la conducente del veicolo con 1500 euro ciascuno. È questa la decisione presa dal giudice di pace reggente di Pitigliano Adriano Simonetti. Nel giugno 2008, intorno alle 22, una donna residente nella città del Tufo percorre la strada vicinale dei Pianetti, nel Comune di Manciano.  La carreggiata - secondo il racconto dell'automobilista - è invasa improvvisamente da un cinghiale che urta violentemente la sua vettura, provocando un danno alla carrozzeria di 3072 euro. La signora, quindi, fa ricorso contro l'Ente mancianese, il quale si difende ricordando che l'emanazione delle norme relative alla gestione e alla tutela della fauna selvatica è delegata dal governo alle Regioni.  Il Comune di Manciano chiede e ottiene l'autorizzazione a chiamare in causa la compagnia assicurativa Ugf (con cui ha un contratto di polizza a copertura del rischio derivante da responsabilità civile verso terzi), che rileva l'insussistenza della legittimazione passiva dell'Ente.  Il giudice di pace, a sua volta, ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti della Regione, che dal suo canto nega una propria partecipazione alla questione, sottolineando che le funzioni a lei attribuite sono solo di «legislazione, programmazione e pianificazione», mentre i compiti di controllo e gestione sono attribuiti agli Enti locali. Per il giudice Simonetti, invece, la Regione Toscana è l'Ente preposto alla tutela del bene faunistico, quindi ha il compito istituzionale di proteggerne il patrimonio - nella circostanza i cinghiali - dal rischio di incidenti stradali.  Un compito, questo, che si esercita promuovendo - tramite interventi normativi - l'installazione di appositi cartelli di pericolo. Tale cartellonista, a detta di Simonetti, ha lo scopo di imporre all'automobilista una guida più prudente nei tratti di strada interessati dalle migrazioni di ungulati. Nel dibattimento, Adriano Simonetti segnala che nella strada teatro dell'incidente non sono stati apposti cartelli di limitazione della velocità, oppure dossi artificiali.  Andando più a fondo, il giudcice ritiene che la Regione avrebbe potuto - e dovuto - chiedere i danni, sia pure a carattere simbolico ma di «significativo» valore di principio, in relazione all'abbattimento di una specie protetta (del valore commerciale di circa 500-600 euro), causato da un comportamento non proprio consono della conducente del veicolo.  1500 euro di indennizzo alla donna sono stati comminati anche al Comune di Manciano, perché avrebbe dovuto legittimare l'adozione di interventi sulla rete viaria. L'omessa apposizione della segnaletica di pericolo, infatti, è valutata sia come causa di un possibile impatto con un cinghiale liberamente vagante, sia come rischio per gli utenti stradali non sufficientemente informati.  La domanda della signora pitiglianese, invece, è in parte accolta in quanto ha l'obbligo di riconoscere 1500 euro - a titolo di spese legali - al Comune mancianese, poiché al giudice di pace risulta poco credibile che la velocità del mezzo fosse di 36 chilometri orari, considerata la mancanza di elementi obiettivi. Una velocità che, nonostante tutto, è ritenuta eccessiva, per le dimensioni della strada e l'ora di circolazione del veicolo.  Secondo Simonetti la donna, che vive a Pitigliano e quindi è distante 20 chilometri dal luogo del sinistro, non può non conoscere la diffusa presenza di fauna selvatica in quelle zone. Infine, la sentenza è stata trasmessa alla polizia municipale di Manciano in ordine al sinistro dichiarato.  

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