Il Tirreno

Grosseto

Falce sulla Forestale

<b>FORESTALE. </b>Guardie a cavallo
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FORESTALE. Guardie a cavallo

Pochi soldi, sei stazioni a rischio

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 GROSSETO. Come in qualsiasi altro settore, anche il Corpo forestale deve far quadrare i conti in questo difficile momento economico. Così è pronta una razionalizzazione delle risorse che potrebbe portare alla chiusura di alcuni comandi, anche in Maremma. Tutto nasce all'interno del corpo, dove i vertici nazionali e i sindacati studiano il modo per contenere le spese e riorganizzare la struttura. Così sono state elaborate, seguendo le indicazioni raccolte dai vari comandanti di tutta l'Italia, delle nuove piante organiche, che rivedranno il numero di personale in dotazione in tutti i comandi sparsi sul territorio. Riorganizzazione, razionalizzazione e termini di questo genere si sposano con un altro termine: chiusura. Ed è proprio quello che rischiano questi comandi, ad oggi perfettamente operativi, se verranno inquadrati nella "falce" che potrebbero portare le nuove piante organiche. Per la maggior parte sono sedi periferiche, situate negli angoli di bosco e nelle vette più remote ed il rischio è rappresentato proprio da questo: se non vi verrà destinato nuovo personale, molte sedi saranno costrette a chiudere. Nel grossetano sono sei i comandi che potrebbero rischiare la chiusura in questo contesto: quello di Belagaio, a Roccastrada, un'area protetta estesa per oltre centocinquanta ettari e destinata al ripopolamento animale, quello di Caprera, quello di Follonica, quello a cavallo di Grosseto, dove i membri della Forestale vanno in sella a svolgere il loro servizio, la stazione di Montieri e la scuola in Marsiliana, sede di addestramento e di specializzazione in alcuni settori. Come detto, le piante organiche sono un provvidimento interno del corpo, che parte dal ministero dell'Agricoltura e arriva nelle sedi periferiche. E sono stati proprio gli uomini e le donne in uniforme verde a discutere di questa questione ieri a Follonica, all'assemblea regionale del Snf (Sindacato nazionale Forestale). Il segretario regionale della Toscana, Riccardo Corbini, ha parlato di una «urbanizzazione del corpo», ovvero del tentativo dei vertici nazionali di portare i propri uomini nei centri urbani. «Ma questo ci allontana da quella che è la mission del corpo: garantire l'ordine pubblico nelle zone rurali e montane». Perchè la Forestale è qualcosa di diverso dalle altre uniformi: «nell'immaginario collettivo - ha detto il segretario nazionale Andrea Laganà - siamo quello che stanno nei boschi, sulle montagne. Non siamo quelli che stanno con il laser lungo le strade per fare le multe». Infatti, spiega Corbini, «per svolgere a pieno il nostro servizio noi abbiamo bisogno dei comandi periferici, perchè sono quelli direttamente sul territorio». Per di più, aggiunge il segretario regionale, «c'è la criminalità organizzata da tenere sott'occhio, che sempre di più si sta interessando alle materie ambientali, come ad esempio lo smaltimento di rifiuti». (a.f.)

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