Il dolore
Confagricoltura: Vivarelli Colonna
sulle nuove norme sugli attacchi dei lupi
sulle nuove norme sugli attacchi dei lupi
«Contro i danni agli allevamenti giusto abbattere»
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PECORE. Uccise dai lupi sul monte Amiata 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Chi darà da mangiare agli operai che lavorano nelle aziende agricole quando queste chiuderanno? Chi tutelerà i consumatori quando la carne e il latte ovino toscano non saranno più prodotti e non si avrà più traccia del pecorino toscano sulle nostre tavole?» Con queste domande il presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, risponde all'etologo Danilo Mainardi, intervenuto sul Corriere della Sera. Nell'articolo si prendeva spunto dalla approvazione in commissione agricoltura della Camera di un documento ove si consentirebbe, se diventasse legge, l'abbattimento dei lupi per prevenire danni al bestiame. «Tengo a precisare - spiega il presidente della Confagricoltura Grosseto - che nel corso dell'ultimo decennio gli attacchi dei predatori, tra cui anche lupi, ha decimato interi allevamenti in Maremma, territorio che accoglie la metà del patrimonio ovino della Toscana. Pertanto la misura bipartisan approvata in commissione è da plaudire a conclusione di un percorso sindacale pluridecennale che ci ha visto negli ultimi anni presenziare più volte nel consesso a Montecitorio e più volte mettere in rilevo il problema predatoriale. Un documento dunque, quello approvato, i cui contenuti devono essere adempienti alla direttiva habitat che prevede in deroga piani di abbattimento selettivo solo se si dimostra la correlazione tra danni ai redditi degli allevamenti e la proliferazione indiscriminata della popolazione di lupo appenninico». Pur ribadendo che la coesistenza tra allevamenti di ovini estensivi e la popolazione lupina difficilmente potrà trovare soluzioni alternative praticabili all'abbattimento, il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna ritiene sconcertanti le affermazioni del presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, quando definisce «scioccante che il principale problema per l'agricoltura italiana sia il lupo», come pure quelle della consigliera dell'Enpa Annamaria Procacci secondo cui «i danneggiamenti imputabili al lupo valgono appena 50mila euro in tutto il territorio nazionale». «In primo luogo - chiosa il presidente di Confagricoltura - la commissione analizza numerose problematiche del mondo agricolo mentre qui si da ad intendere che si analizzino solo delle singole specificità; per quanto riguarda la consigliera dell'Enpa credo che quella cifra si debba riferire a un solo attacco predatorio a un solo allevamento di 800 capi».
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