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Grosseto

L’ex vicesindaco Viviani: «Avevo predetto quello che è successo»

Maggioranza e Pd nella bufera Volano accuse da ogni parte

<b>POLEMICO.</b> L&#146;ex vicesindaco Stefano Viviani
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POLEMICO. L’ex vicesindaco Stefano Viviani

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 FOLLONICA.  Il Partito democratico di nuovo nella bufera: l'ennesimo colpo arriva dal grande escluso, l'ex vicesindaco. Giorni al cardiopalma per la maggioranza, avvisi di garanzia, indagini, malcontento dei cittadini e chi più ne ha più ne metta. E chi è rimasto dietro alle quinte per un po', ma che ha ancora il dente avvelenato con l'attuale maggioranza di governo, torna a dire la sua sulla situazione politica di Follonica, mettendo il dito in una piaga che per ora non accenna a risarcire.  «Alla luce dei fatti, ora appare ancora più evidente la ragione del mio allontanamento dalla giunta voluto dalla Baldi - dice Stefano Viviani, che a marzo scorso fu allontanato con la revoca delle cariche - ero diventato troppo avverso ai suoi metodi di gestione. Quando ho cominciato a chiedere pianificazione e chiarezza, sono diventato scomodo. Un consigliere si è dimesso e, con l'inchiesta sul direttore generale, al quale aveva delegato un eccessivo potere, la Baldi sta vivendo una situazione caotica e, purtroppo, con lei la città». Come a dire ve lo avevo detto, quasi. Sì perché dal momento della revoca Viviani ha subito parlato di uno strapotere dato ai dirigenti, in special modo al segretario e direttore generale, con un'amministrazione guidata dai tecnici, e dove vigeva la regola della «chiacchiera di paese».  E le critiche menti piovono da più parti, con voci di possibili strascichi che man mano si allargheranno ad altre vicende. «L'amministrazione si deve sentire responsabile di aver prodotto il totale blocco della città» dicono in una nota socialisti e Alleanza per l'Italia: «Una situazione di paralisi di cui a farne le spese sono Follonica e i suoi cittadini. Non si ha memoria, anche andando a scavare nel tempo, che vi sia mai stata una situazione di tale difficoltà e di generale imbarazzo. Dica il sindaco quali sono i poteri forti dai quali difendersi». P.V.

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