Il Tirreno

Grosseto

Scoppia la polemica alla Feniglia per il post di Baghini sui prezzi degli ombrelloni

L'assessore scrive su Facebook I balneari lo bocciano senza appello

Claudia Della Verde
<b>POLEMICHE IN FENIGLIA.</b> Tra i gestori dei bagni e l&#146;assessore Giuliano Baghini
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POLEMICHE IN FENIGLIA. Tra i gestori dei bagni e l’assessore Giuliano Baghini

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 ORBETELLO. Si accende l'ira dei gestori degli stabilimenti balneari della Feniglia per le dichiarazioni, apparse lo scorso 21 luglio su Facebook, dell'assessore Giuliano Baghini, in risposta ad un messaggio provocatorio di un cittadino dopo la tragedia successa sulla spiaggia.  Oggetto del contendere la cosiddetta tassa di scopo, della quale si è tanto parlato nei giorni successivi alle disgrazie avvenute sul litorale di Feniglia. Il cittadino criticava questa tassa come lesiva degli interessi economici delle famiglie meno abbienti, che frequentano la spiaggia libera. Una battuta che non passa inosservata e che accende la miccia della polemica che si è scatenata in Feniglia.  L'assessore Baghini, forse pensando di rispondere direttamente al privato, ribatteva alle osservazioni con durezza: «Come amministrazione pubblica devo accettare allora che i balzelli molto più corposi - ha scritto l'assessore - li debbano fare gli stabilimenti in concessione? Di quanto un utente paghi un lettino con un ombrellone al giorno sulle nostre spiagge non lo dice nessuno? Tutto questo avviene su una spiaggia pubblica in concessione! Vi sembra un'immagine bella quella di dare mazzate ai turisti nell'ordine di quaranta euro per due lettini ed un ombrellone (e spesso anche ai residenti)?».  Questa dichiarazione, con un giro di passaparola, è giunta agli occhi dei proprietari dei bagni, che non hanno digerito bene le considerazioni dell'assessore Baghini. Primo a voler intervenire in difesa della categoria è Vittorio Giacomelli, proprietario dello stabilimento Mamma Licia, il quale accusa l'assessore di leggerezza nel rilasciare dichiarazioni che potrebbero danneggiare i lavoratori della Feniglia. «Baghini non si rende conto di quanto le sue parole ci possano colpire - afferma Giacomelli, che prosegue - in veste di proprietario dello stabilimento e presidente del consorzio La Feniglia sono d'accordo con tutti gli altri operatori nel tutelare la nostra immagine anche attraverso azioni legali e, se dovesse ripetersi una cosa del genere, non esiteremo a citarlo in giudizio per danni».  Spiega comunque Giacomelli di aver fiducia in questa amministrazione, anche se non approva l'operato del singolo assessore. Della medesima opinione sono Franco e Giordano Incordino del Tridente. «Siamo del parere che Baghini debba chiedere scusa a tutti noi - dicono all'unisono - l'assessore ha parlato senza cognizione di causa, bastava guardasse il tariffario esposto per capire che il costo di due lettini ed un ombrellone arriva al massimo a ventiquattro euro». Intervengono al "forum" anche Paolo Parisi per la Zonca e Noè Navoni di Braccio, entrambi gestori dei due stabilimenti più a ridosso della spiaggia libera. «Di comune accordo tutte le strutture consorziate hanno applicato lo stesso tariffario, anche se raramente facciamo pagare la tariffa piena - afferma Navoni - Non ci tiriamo indietro nel fare sconti ai residenti, e abbiamo sempre un occhio di riguardo verso i clienti abituali. Prima di calunniarci almeno verifichi le proprie fonti». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Parisi che aggiunge: «I prezzi, consegnati all'azienda provinciale per il turismo il primo marzo, sono gli stessi della passata stagione e, ad oggi, non si è verificato alcun rialzo. Sembra di essere diffamati, è una cattiva pubblicità che non giova al nostro lavoro - prosegue - Vorrei specificare che noi stabilimenti, il mio in particolare, ci troviamo ad offrire gratuitamente un servizio che il Comune non ha, i bagni pubblici gratuiti per qualsiasi utente della spiaggia, non solo ai nostri clienti».

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