Sicurezza
Protestano i condomini. Rossi respinge le accuse: «Non sono stato io, ma non è cambiato niente»
Città imbrattata da scritte pro Ape
Francesca Gori
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LE SCRITTE. Comparse ieri su alcune vie della cittàUna è stata fatta sul palazzo di viale Sonnino di fronte alle roulotte
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GROSSETO. Ai condomini di via Sonnino 92, quel «Bonifazi in galera» scritto con una bomboletta spray sul muro del loro palazzo non va giù. Stupore, sulle prime. Poi hanno buttato l'occhio su un'altra di scritte. «Ape capro espiatorio della"pre" potenza di Bonifazi». Poco più in là, sulla centralina dell'Enel al lato del palazzo. Michele Rossi era lì, ieri pomeriggio, davanti alla sua roulotte. «Io non c'entro nulla - ha detto - che non diano la colpa a me, perché non sono stato io a imbrattare il palazzo». Qualche sospetto, a qualcuno, poteva essere anche venuto, visti i precedenti e il sangue amaro che corre su quei pochi metri di viale Sonnino. Ma è bastato voltare l'angolo, arrivare fino a dove c'è la Caritas, per trovarne un'altra di quelle scritte. «Ape, il Terzo e Nirvana vittime illustri di Bonifazi». Frasi, quelle scritte sui muri della città, che indicano, almeno per chi le ha scritte, almeno un'impopolarità delle scelte fatte da Emilio Bonifazi, sindaco rieletto da pochi mesi. «Sono stato anche minacciato nei giorni scorsi - aggiunge Ape - ma la mia situazione nessuno vuole aiutarmi a risolverla». Il nocciolo della questione è sempre lo stesso, ormai da anni. Ieri Michele Rossi era lì sul marciapiede, come ogni giorno, a dare da mangiare ai colombi che tiene in una voliera al lato della ferrovia. A qualcuno la vicenda di Ape deve essere sembrata emblematica per ingaggiare una lotta senza quartiere contro l'amministrazione. A qualcun altro invece, quella lotta non va giù. I condomini del palazzo di via Sonnino 92 hanno presentato un esposto e ora faranno denuncia contro ignoti. «È solo un metro quadrato di facciata da tinteggiare - dicono - costerà 30 euro. Non è per i soldi, certo. È soltanto una questione di principio». Dopo la protesta di Ape, che la scorsa settimana ha bloccato il traffico del viale per un'ora e mezzo e ha minacciato di darsi fuoco gettandosi addossi del diluente, le cose non sono cambiate. «Ha un termine di 90 giorni per lasciare quelle roulotte - dicono ancora al condominio - e abbiamo paura che la situazione diventi ancora più complessa e drammatica». Perché un fatto è certo. Tra la ferrovia e la strada ci sono le tre roulotte utilizzate da Ape, c'è la voliera con i colombi e ci sono anche tante bombole di gpl che nessuno ha mai portato via. La paura, quindi, è che la situazione diventi esplosiva. Questa volta, nel vero senso della parola.
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