Finanza
«Un lago da guadare»
Sara Landi
Proteste al Glicine, «ci sentiamo abbandonati»
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GROSSETO. Il "lago" da guadare per entrare in casa? Ieri, considerato che siamo in piena estate, si è trattato (forse) di un'eccezione dovuta al nubifragio che ha imperversato tutto il giorno sulla città ma per i residenti del Glicine, il complesso residenziale alle porte della città dal caratteristico colore viola delle pareti, è ormai una regola. Quando piove basta fare pochi passi dal cancello di casa per ritrovarsi impantanati in quello che teoricamente dovrebbe essere un parcheggio ma che non è mai stato asfaltato. Fatta eccezione per i marciapiedi e per i posti auto adiacenti alle abitazioni, lo slargo di fronte al complesso il Glicine, quel fazzoletto di terra compreso tra via Aurelia Sud e Strada Fattoria Crespi, assomiglia molto di più alla terra di nessuno. Un campo che con la pioggia si trasforma in un lago. Le conseguenze più pesanti sono ovviamente per coloro le cui case si affacciano sul lato del complesso residenziale parallelo all'Aurelia, e quindi anche più visibile dalla strada. «Ci sentiamo abbandonati - dice una signora che ci abita dal 2007 - anche perché il parcheggio sul retro è stato invece asfaltato e sistemato». Ma dalle sue parole si capisce che il problema non è solo quello del parcheggio fantasma che si allaga. «Il punto in cui dalla Strada Fattoria Crespi ci si immette con l'auto in via Aurelia Sud - dice ancora - è pericolosissimo perché le cannucce e l'erba alta oscurano totalmente le auto che provengono da Roma. Sarebbe meglio curare la manutenzione piuttosto che piantare oleandri in mezzo all'erbaccia, cosa che in questa situazione di trascuratezza non ha molto senso».
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