Italia
L'Odissea dei pendolari che lavorano nelle acciaierie
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PENDOLARI accalcati in un bus Tiemme per Piombino Cambi di bus, pensiline inadeguate e aumento dell'abbonamento: parte la raccolta di firme
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GROSSETO. Corse in ritardo, autobus fatiscenti, viaggi in piedi, cambio dei mezzi alla mercé del tempo. Il tutto beffardamente accompagnato da un aumento degli abbonamenti mensili da 64 a 76 euro. Un gruppo di pendolari che utilizza gli autobus della Tiemme per la tratta Grosseto Scarlino ha avviato una raccolta di firme per chiedere all'azienda e alle istituzioni di risolvere i disagi che trasformano i loro viaggi in un Odissea. Un'Odissea che uno di loro ha documentato con un video. «Partiamo dalla stazione di Grosseto alle 4.23 - racconta Luca Rosati, operaio da 25 anni all'ex Magona - a Follonica dobbiamo aspettare almeno 10 minuti il cambio del pullman, il tutto in una pensilina che non ripara né dal sole né dalla pioggia. La cosa più assurda è che il nuovo pullman viene guidato dall'autista che ci aveva condotto con l'altro mezzo. Uno scambio per noi incomprensibile che ha l'unico effetto di farci arrivare spesso in ritardo al lavoro». Anche per il ritorno le cose non andrebbero meglio. «Oltre al solito cambio a Follonica, l'autobus ferma in tutte le stazioni della costa, da Castiglione a Marina - aggiunge Luca Gambelli, operaio alla Dalmine - per non parlare di quei soggetti che, spesso ubriachi, disturbano i passeggeri senza che nessuno dica loro una parola». La raccolta di firme, «per adesso siamo a trenta», serve a dare più forza alla richiesta di un incontro con le istituzioni per trovare una soluzione condivisa. «Ci siamo rivolti già tre volte all'assessore provinciale ai trasporti Pianigiani. Fino ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta».
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