Il Tirreno

Grosseto

«Io e la mia auto scippata»

Elisabetta Giorgi
<b>UN&#146;OPEL CORSA </b>al centro dell&#146;odissea di un giovane grossetano
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UN’OPEL CORSA al centro dell’odissea di un giovane grossetano

Il calvario di un giovane grossetano

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 GROSSETO. Dopo essersi sudato l'auto coi risparmi, se la vede scippata dallo stesso concessionario che gliel'ha venduta. Colpa di un «maledetto pezzo di ricambio» che non arriva dall'estero, e che da 6 mesi tiene la macchina ko nel cortile del rivenditore.  Lo sfortunato in questione si chiama Alessio Abate, è grossetano, ha 24 anni e fa l'idraulico. Alessio continua a pagarsi un finanziamento di 300 euro al mese per la sua auto che non può usare e che da tempo è bloccata dal concessionario. È il racconto di un calvario.  «Ho comprato un'Opel corsa nuova il 19 gennaio 2011 e a maggio ho iniziato ad avere i primi problemi con il motore - racconta - Vado in concessionaria e inizia la trafila. La vettura ha problemi ancora oggi irrisolti, hanno cambiato diverse parti ma nulla da fare. Ho dovuto spendere 150 euro per un tagliando fatto dai meccanici anche se la mia macchina ha solo 5600 km». Lo stesso capo officina non sa dove mettere le mani, e a titolo di favore gli spiega che «in tutta Europa ci sono circa 40 vetture con questo problema». La settimana scorsa Alessio ha portato per l'ennesima volta l'auto in magazzino col carroattrezzi: gli è stato detto che dovevano sostituire la turbina e che martedì (due giorni fa) sarebbe stata pronta. Invece no. «Sono tornato in officina e mi dicono che il pezzo da sostituire deve venire dalla Germania e che devo essere io a chiamare l'Opel assistance per sollecitare la spedizione». Il cliente chiede di riavere la macchina nell'attesa, ma gli viene detto che non è possibile perché sennò si alzerebbe un polverone per il fatto che la vettura è stata portata con il carroattrezzi. «Io con la macchina ci lavoro, ci vivo, anche se sto ancora con i miei genitori non posso dipendere da loro». Alessio ha quattro fratelli più piccoli di lui, «non posso essere scarrozzato sempre dai miei, mia madre e mio padre lavorano e non posso metterli in crisi con il lavoro. Lavoro duramente per mantenermi una macchina pagata 15mila euro, faccio l'apprendista idraulico e compio davvero grossi sacrifici per pagare un'auto che non posso neppure utilizzare, e senza nemmeno poterla prendere nell'attesa che arrivi qualche pezzo: la concessionaria dice di non avere materiali in magazzino e tutte le volte bisogna aspettare settimane per una vite». Il calvario non sembra vedere la fine. Il ragazzo andrà forse per vie legali, ma intanto grida la sua amarezza. «Nel mio lavoro o in un altro quando c'è un qualcosa di difettoso si cambia».

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