Il dolore
In laguna senza bagni pubblici
Claudia Della Verde
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POLEMICHE. Per i bagni chiusi a Orbetello L'impianto di Orbetello è ormai coperto dalla vegetazione
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ORBETELLO. Correva l'anno 1994 ed Orbetello necessitava di un bagno pubblico fruibile da tutti, residenti e non, perché le latrine pubbliche che erano in piazza Antonelli, proprio dietro al Corso, erano state dismesse già dai primi anni ottanta. Il sindaco di allora, Adalberto Minucci, ebbe l'idea di istituire in pieno centro un'area adibita a toilette per tutte le persone di passaggio che ne avessero avuto necessità. Il progetto prevedeva la costruzione di due impianti, uno nel centro del capoluogo lagunare, e l'altro a Fonteblanda. Quest'ultimo non è mai entrato in funzione e non ha nemmeno lasciato il tempo a chi ne aveva bisogno di poter sentire la sua mancanza, ma quello ubicato nel "giardino chiuso" di Orbetello, all'altezza dell'attraversamento pedonale ed in mezzo alle due entrate principali del parco, è stato utilizzato per quasi un anno. Il progetto realizzato prevedeva un apparecchiatura abbastanza tecnologica, provvista di impianto autopulente e porte scorrevoli, attivate da monete da cinquecento lire. Un lavoro che costò al Comune di Orbetello una somma che si aggirava sui cinquanta milioni delle vecchie lire per tutte e tre le strutture. A parte qualche caso sporadico, in cui le porte non brillavano del tempismo necessario e si aprivano nel momento in cui il bagno era occupato da persone, sembrava che il tutto andasse per il meglio. Fino a che, un bel giorno, le fessure di introduzione delle monete non smisero di funzionare ed i bagni rimasero guasti e chiusi in attesa di riparazioni. Alcuni ostinati continuavano a cercare di accedere al bagno, accanendosi sulla porta e contribuendo a peggiorare la situazione. Dopo qualche tempo, e con il passaggio delle nuove amministrazioni, sembra che tutti si siano dimenticati dell'esistenza di quel mausoleo, che è stato sommerso dalla vegetazione e che fa "bella mostra di sè" per i curiosi visitatori che guardano, commentano (non sempre bonariamente) e passano via.
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