Sicurezza
Attilio e gli altri, violenze a catena
F.Laz.
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PROTESTA CHOC La madre di Attilio sdraiata in piazza contro le violenze Un anno fa il pestaggio choc e la protesta di mamma coraggio
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GROSSETO. La piazza dello struscio e i suoi dintorni palcoscenico principale delle violenze tra giovanissimi in città. Il primo è stato Attilio nel settembre scorso, l'ultimo, domenica 17 luglio, un operaio di origini romene di 19 anni. In mezzo altri tre casi. Le vittime in comune hanno la giovane età e un'esperienza poco piacevole alle spalle: essere stati picchiati a sangue dal branco, com'è successo ad Attilio, oppure aggrediti com'è avvenuto questa volta. E dire che il Comune, ad inizio marzo, per arginare le violenze, aveva installato una rete di telecamere che avrebbero dovuto controllare e registrare eventuali anomalie. «Non funzionano», dicono adesso dalla Questura. I sanpietrini di piazza San Francesco sono stati anche il teatro di un'eclatante dimostrazione di protesta messa in atto dalla madre di Attilio a una settimana dal pestaggio del figlio. Era sabato 25 settembre quando Elisabete Espolaor si sdraiò in strada con un cartello appeso al collo e la scritta «Madre di Attilio». «L'ho fatto - raccontò - per abbattere il muro di omertà». Allora, come nell'ultimo episodio, nei giorni successivi al pestaggio nessun testimone si fece avanti per raccontare quello che aveva visto e dare una mano agli inquirenti per risalire agli aggressori. Dopo la dimostrazione di mamma Elisabete, però, qualcosa si mosse, i presunti colpevoli vennero individuati e denunciati. Adesso non è servito un gesto così eclatante per risolvere il caso, ma il desiderio della madre di Attilio sembra lontano dall'avverarsi: basta violenze tra giovanissimi.
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