Sicurezza
Ogni anno 2000 senza lavoro in più
Gabriele Baldanzi
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EDILIZIA. È il settore che ha visto più posti di lavoro perduti Allarme dai dati provinciali sull'occupazione: in maggioranza sono donne
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GROSSETO. In provincia, al 31 marzo 2011, risultavano in disoccupazione 22.904 persone su 228 mila abitanti, con una crescita, rispetto allo stesso mese del 2010, di quasi 2 mila unità e di ben 3.567 rispetto al marzo 2009. E' la significativa fotografia della crisi economica, che adesso si manifesta anche in Maremma in modo molto evidente: il numero dei disoccupati cresce del +8,3% negli ultimi 12 mesi, +15,6% nel confronto con i dati del dicembre 2008. Queste cifre emergono dal report che oggi verrà presentato dall'Osservatorio del mercato del lavoro. Una disamina approfondita della situazione occupazionale in Maremma, numeri impressionanti che valgono da soli più di qualsiasi commento. Genere. La sorpresa è rappresentata dal fatto che la crescita della disoccupazione tocca più gli uomini delle donne. Negli ultimi 2 anni +21% per la componente maschile, +12% per quella femminile., con quest'ultima che continua tuttavia a rappresentare la quota maggioritaria delle persone in stato di disoccupazione: 14.295 unità, pari al 62%. La diversa distribuzione per genere delle persone che hanno perso il lavoro o non lo trovano è imputabile alla perdita di posti dove maggiore era la presenza maschile (costruzioni e manifatturiero) e all'effetto scoraggiamento che normalmente incide in maniera più evidente sul target femminile. Nei comuni costieri quasi una donna su cinque risulta in stato di disoccupazione. Territori. Guardando le tabelle dei dati disaggregati si scopre, in maniera coerente con la distribuzione della popolazione sul territorio provinciale, che circa il 51% delle persone in stato di disoccupazione appartiene al Centro per l'impiego di Grosseto. Seguono Follonica (21%), Orbetello (18%), Manciano ed Arcidosso (5%). Rapportando i dati dei cinque Cpi con la popolazione attiva si nota invece come lo stock di individui in stato di disoccupazione rappresenti complessivamente il 15,5% della popolazione teoricamente attiva, cioè quella ricompresa nella fascia di età tra 15 e 64 anni. Tempi. Altri dati utili a fotografare la realtà del mercato del lavoro e la profondità della crisi sono quelli relativi alla durata della ricerca del lavoro e, di riflesso, l'incidenza della disoccupazione di lunga durata (oltre 12 mesi), che rappresentano i principali indicatori di sofferenza di un territorio. Ebbene in provincia di Grosseto il 79% delle persone (pari a 18.028) in carico ai Cpi risulta "disoccupata da oltre 12 mesi", il 52% da oltre 36 mesi, con il rischio concreto di veder cronicizzata la propria condizione. Titoli di studio. L'esame della struttura della disoccupazione per titoli di studio conferma il basso livello di scolarità e, quindi, la potenziale presenza massiccia di manodopera non qualificata che da sempre si caratterizza come l'utenza di riferimento dei Cpi: Il 67% possiede titoli di studio inferiori al diploma. La componente più numerosa dei disoccupati risulta in possesso della licenza media (39%). I diplomati costituiscono il 26% ed i laureati solamente il 7%. Sull'elevato numero (23%) di soggetti privi di titolo incide in maniera consistente la presenza di cittadini stranieri, per i quali esiste il problema del riconoscimento dei titoli conseguiti nei paesi di origine. Stranieri. Gli stranieri residenti in provincia di Grosseto sono 19.093, pari a circa l' 8,5% della popolazione. Di questi 4.673 risultano in stato di disoccupazione. Anche qui la componente femminile rappresenta la quota maggioritaria. Per la cronaca, negli ultimi 24 mesi, gli stranieri in stato di disoccupazione sono cresciuti di 1.750 unità, il 50% in più.
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