Lutto
La Provincia dà l'ok al nuovo piano ittico
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PESCATORI. Limitazioni in arrivo con il nuovo piano ittico che regola lattività in tutta la Maremma Approvata una serie di norme più severe che regolano la pesca
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GROSSETO. Il Consiglio provinciale di Grosseto ha approvato il Piano ittico per la provincia e da oggi le norme contenute nel testo diventano operative. Il testo definitivo, pubblicato sul bollettino regionale nel dicembre 2010, è stato modificato dopo l'esame delle osservazioni inviate dalle associazioni di pescatori e del mondo scientifico, introducendo limiti più severi per la pesca in acque interne, in particolare nel tratto finale del fiume Albegna. L'area, in precedenza aperta alla pesca con attrezzi professionali, è stata ridotta per garantire la risalita del novellame verso la laguna di Orbetello. Un insieme di norme ampio, che spazia dagli interventi generali per la salvaguardia della fauna ittica e il ripopolamento dei bacini fino a regole specifiche per le attività di pesca dove si definiscono le aree nelle quali è ammessa la pesca sportiva e professionale, stabilendo limiti precisi di cattura per alcune specie di pesci. Nel dettaglio, per la pesca sportiva è previsto un limite massimo di fauna ittica pescabile al giorno: 1 chilo nelle zone classificate ad acqua dolce e 3 chili nelle aree salmastre a eccezione degli impianti di pesca autorizzati. Per alcune specie di pesci, tra cui lo storione, il luccio, i gamberi e i granchi di fiume, è vietata la cattura e possono essere pescati solo utilizzando esche artificiali munite di un solo amo privo di ardiglione. Restano in vigore i limiti di grandezza per alcune specie come l'anguilla (tra 35 e 60 centimetri), la carpa (tra 35 e 70 centimetri), la spigola (tra 40 e 80) e trote (tra 22 e 40 e solo nel periodo tra febbraio e settembre) e di quantità, con l'obbligo di liberare gli esemplari di trote e spigole oltre al terzo. Sempre per la pesca sportiva la Provincia ha la possibilità, anche su segnalazione delle associazioni di pescatori, di istituire campi gara temporanei della validità di sei anni, rinnovabili. Il Piano ha accolto la richiesta dei pescatori di licenze per la pesca professionale in acque interne per l'inverno, quando le condizioni metereologiche rendono il mare inaccessibile. Sono state individuate le zone precise nel fiume Ombrone, Bruna, Albegna e nel canale Molia, mentre in tutte le altre acque intenre vige il divieto di pesca. Nei tratti fluviali non è permessa la pesca per più di un pescatore professionale al giorno e solo tra lunedì e giovedì. Le richieste devono essere inviate all'Ufficio attività ittiche della Provincia almeno dieci giorni prima della giornata richiesta. Il presidente della Provincia Leonardo Marras, che ha la delega alla caccia e pesca, è soddisfatto del lavoro svolto e spiega gli obiettivi: «Abbiamo pensato tanto alla salvaguardia del patrimonio ittico, mettendo limiti più restrittivi alla legge regionale e occupandoci di regolare i ripopolamenti, e al tempo stesso sono state considerate le esigenze dei pescatori sportivi e professionali, perché la gestione della risorsa ittica ha un valore non solo ecologico e naturalistico, ma anche economico e sociale».
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