Il Tirreno

Grosseto

Esposto contro il Comune

Alfredo Faetti
<strong>SINDACO DI MASSA </strong>Lidia Bai
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SINDACO DI MASSA Lidia Bai

Nel mirino il piano antincendio dell'ufficio urbanistica

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MASSA MARITTIMA. In Procura arriva un esposto nei confronti delle norme antincendio dell'ufficio urbanistico del Comune di Massa Marittima che può sollevare un polverone. I vigili del fuoco hanno già escluso problemi di questo tipo, ma il parere di un professionista, riapre la vicenda. «Il Comando ha deciso di non accertare i fatti denunciati» scrive.  Gli esposti, infatti, sono stati più di uno nel corso del tempo. Tutti promossi da Gabriele Galeotti, l'architetto che sta dietro il sito Palazzo dell'Abbondanza. Questa volta però i documenti non sono web, ma cartacei, imbustati e spediti in Procura. Riguardano il rispetto delle norme antincendio nell'ufficio urbanistica, dove archivi pieni di fogli ricoprono le pareti, senza, a dir di Galeotti, gli adeguati strumenti per far fronte ad un incendio. Un probelma che l'architetto avrebbe presentato a suo tempo al sindaco Lidia Bai; dopo non aver ricevuto nessuna risposta, «ho presentato un esposto al comando provinciale dei Vigili del Fuoco ed alla Prefettura di Grosseto - si legge nell'esposto - segnalando che l'archivio dell'ufficio urbanistica del Comune sembra non rispettare le norme di prevenzione incendi» e che «il solaio del locale che ospita l'archivio di cui sopra sembra, inoltre, non essere debitamente in grado sostenere l'ingente carico in condizioni di sicurezza».  Era aprile e, dopo aver replicato una seconda volta, la risposta arriva il 17 luglio scorso, in cui, in una nota congiunta, l'ufficio giudiziario e il comando dei vigili del fuoco escludevano «le difformità e le carenze denunciate in ordine alle norma antincendio» e sottolineavano «la non emersione di criticità in ordine alla stabilità delle strutture». A dirlo è Massimo Grisanti, geometra di Poggibonsi, a cui Galeotti si è rivolto per un parere, allegato poi all'esposto, dopo la risposta da parte dei vigili del fuoco. «Nella nota dei vigili del fuoco - scirve Grisanti - si chiede a una responsabile del settore 3 di procedere ad una verifica tecnico strutturale fatta eseguire da professionista esterno». Questa verifica è poi stata fatta, come dice il geometra, da due ingegneri e ne è venuto fuori che «la struttura in acciaio ridulta essere ben dimensionata e staticamente solidale».  Qui nasce il caso. Grisanti nel suo parere dice che «il comando provinciale dei vigili è dotato di personale qualificato ad esperire in maniera autonoma, essendo compito istituzionale», ma «considerato che questi accertamenti sono stati delegati, ritengo che il comando non abbia assolto al proprio compito» e che quindi «possano sussistere gli estremi per un ricorso alla Procura avverso i sottoscrittori della nota dei vigili del fuoco ipotizzando il reato di mossione d'atti d'ufficio».  Per di più, i sottoscrittori non hanno «nemmeno condiviso le risultanze dell'esito delle verifiche, ma si sono limitati a trasmetterle». Insomma, per il geometra «il comando ha deciso di non verificare i fatti denunciati e di non assumersi alcuna responsabilità in ordine ai potenziali problemi di pubblica incolumità».

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