Il Tirreno

Grosseto

E la cassa integrazione non cala

<b>MABRO.</b> Protesta delle donne Mabro, per loro anche la cassa integrazione
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MABRO. Protesta delle donne Mabro, per loro anche la cassa integrazione

Aziende costrette a ricorrere anche a quella straordinaria

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 GROSSETO. A livello provinciale anche la situazione del ricorso alla cassa integrazione non accenna a migliorare. Nel corso del 1º trimestre 2011, complessivamente, sono state autorizzate 229.273 ore di cassa integrazione a livello provinciale, equivalenti a circa 550 posti di lavoro persi. Pur mantenendosi su livelli elevati, cala invece la Cigo (-35.507 ore), segno - secondo gli analisti - dell'impossibilità di fruire di ulteriori ore di sospensione da parte di molte imprese. Viceversa è costante l'aumento della Cigd e la tendenza, ancor più accentuata, all'aumento delle ore di Cigs, a conferma del fatto che le imprese, esaurendo le 52 settimane massime di concessione della Cigo e permanendo le difficoltà derivanti dal quadro economico generale, sono costrette ad orientarsi verso la gestione straordinaria e verso la gestione in deroga. Il settore edile si prende da solo l'89% delle ore di Cassa integrazione ordinaria.  Per quanto riguarda la mobilità, l'altro strumento di gestione degli esuberi di manodopera, che presuppone il licenziamento del lavoratore, al 31 marzo 2011 risultavano iscritti nelle liste di mobilità 2.045 lavoratori. La popolazione maschile, con il 57%, è quella più interessata alla mobilità. A livello di distribuzione territoriale, il 53% risulta appartenere all'area grossetana, il 25% a quella di Follonica, il 16% Orbetello, il 4% Arcidosso e il 2% Manciano. Rispetto a marzo 2010 gli ingressi in mobilità sono stati 1.073. (gb)

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