Sicurezza
L'opposizione attacca il sindaco e chiede un consiglio comunale
Paola Villani
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FOLLONICA. Il sindaco di Follonica chiede aiuto alla Prefettura e alla Questura: l'opposizione incalza, "ma non era serena?". Dopo la settimana di fuoco per l'amministrazione follonichese oggi arriva pure la tirata di orecchie da parte della minoranza, a partire dalla ultima richiesta del sindaco, quella cioè di creare un tavolo che raggruppi le istituzioni provinciali a tutela degli enti comunali. «Ma come il sindaco ammette di non essere capace a risolvere i problemi di un'amministrazione chiedendo aiuto a Prefettura e Questura, così mette il sale sulla ferita - dicono dal Pdl - Quello che noi ci aspettiamo oggi è una convocazione di un consiglio comunale urgente dove poter analizzare le questioni che si sono aperte in quest'ultima settimana. L'amministrazione deve rivedere le sue posizioni su ippodromo, villaggi e gestione personale, dove come abbiamo sempre detto senza timore, è prevalso un sistema di clientelismo, ora non può più nascondersi dietro un dito, anche perché in prima persona ha ammesso, chiedendo sostegno, la sua incapacità». La situazione, sempre chiaramente sul piano politico, per l'opposizione è molto grave, sintomo di scelte sbagliate già da loro segnalate. «Abbiamo prodotto sia sulla vicenda ippodromo che su quella del personale moltissime interrogazioni dove abbiamo sempre marcato delle problematiche evidenti, ma ci è sempre stato risposto che tutto andava bene. Così come all'epoca del secondo mandato di Emilio Bonifazi, quando la Baldi era vice sindaco e assessore alle attività produttive, sostenemmo in sede di consiglio che il progetto dell'ippodromo metteva bene in evidenza come le foresterie altro non fossero che civili abitazioni. Ma pensiamo anche alla clinica? Se gli atti fossero stati così chiari come si dice come avrebbero potuto delle persone investire migliaia di euro sapendo di andare a fare una cosa sbagliata?». L'opposizione poi riferendosi alla delibera 292 quella oggi sotto indagine da parte degli inquirenti dove si assegnava il doppio ruolo al segretario e direttore generale, sottolinea come siano sintomatiche le assenze di Donatella Rapezzi (delega al patrimonio) e dello stesso assessore al personale Francesca Stella, durante quel fatidico 29 dicembre giorno di approvazione dell'atto di giunta.
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