Il dolore
C'era anche l'amianto nella discarica abusiva
Federico Lazzotti
Sequestrate due discariche abusive gestite dal Consorzio di bonifica, trovato anche dell'amianto: indagato il presidente
2 MINUTI DI LETTURA
Una discarica abusiva su due terreni gestiti dal Consorzio di Bonifica grossetano, l'Ente che si occupa per la Provincia e tredici comuni di «difesa idrogeologica, irrigazione, e salvaguardia dell'ambiente». È questa la scoperta paradossale effettuata dai carabinieri del nucleo di tutela ambientale di Grosseto e che ha portato al sequestro di circa due ettari di terreno e all'iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Consorzio Fabio Bellacchi. «Sono rifiuti che da anni erano in quell'area», fa sapere.
Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Stefano Pizza, lo stesso delle inchieste che hanno fatto tremare la Maremma, stanno cercando di risalire al periodo in cui i rifiuti sarebbero stati ammassati in quella zona, per poi contestare, in caso di riscontri, l'operato dell'allora direttore dei lavori. Sotto sequestro sono finite le discariche di Casotto Venezia e Barbaruta.
A preoccupare di più gli investigatori sarebbero «le notevoli quantità di amianto» ritrovate lungo la strada delle Collacchie, tra la pista ciclabile che porta a Marina di Grosseto e la discarica delle Strillaie, un tratto di strada che soprattutto in questa stagione è percorso ogni giorno da centinaia di persone.
Si tratterebbe per lo più di tubi in eternit e residui di tetti. Per tutta la mattinata le tute bianche dei militari hanno scavato con l'aiuto di una ruspa prelevando reperti. Pare che a fine giornata siano stati accumulati decine di sacchi da venti tonnellate ciascuno. Dal decreto di sequestro spuntano rifiuti di ogni genere: veicoli fuoriuso, teli di plastica, pneumatici, alcuni provenienti da trattori, fusti in metallo, plastica, bottiglie, apparecchi elettrici, pali meccanici e materiale inerte da costruzione. Adesso, parte di questo materiale, sarà spedito in laboratorio per ulteriori riscontri.
Dell'inchiesta è stato avvisato anche il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras. «È una questione che va approfondita - dice - metteremo a disposizione i nostri uffici e le nostre risorse per fornire assistenza per la bonifica dell'area. Apprezziamo - prosegue - il lavoro degli inquirenti a cui chiediamo di chiarire eventuali responsabilità». Per i prossimi giorni sarebbe già stata fissata una conferenza dei servizi straordinaria con i tredici comuni che fanno parte del Consorzio.
Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Stefano Pizza, lo stesso delle inchieste che hanno fatto tremare la Maremma, stanno cercando di risalire al periodo in cui i rifiuti sarebbero stati ammassati in quella zona, per poi contestare, in caso di riscontri, l'operato dell'allora direttore dei lavori. Sotto sequestro sono finite le discariche di Casotto Venezia e Barbaruta.
A preoccupare di più gli investigatori sarebbero «le notevoli quantità di amianto» ritrovate lungo la strada delle Collacchie, tra la pista ciclabile che porta a Marina di Grosseto e la discarica delle Strillaie, un tratto di strada che soprattutto in questa stagione è percorso ogni giorno da centinaia di persone.
Si tratterebbe per lo più di tubi in eternit e residui di tetti. Per tutta la mattinata le tute bianche dei militari hanno scavato con l'aiuto di una ruspa prelevando reperti. Pare che a fine giornata siano stati accumulati decine di sacchi da venti tonnellate ciascuno. Dal decreto di sequestro spuntano rifiuti di ogni genere: veicoli fuoriuso, teli di plastica, pneumatici, alcuni provenienti da trattori, fusti in metallo, plastica, bottiglie, apparecchi elettrici, pali meccanici e materiale inerte da costruzione. Adesso, parte di questo materiale, sarà spedito in laboratorio per ulteriori riscontri.
Dell'inchiesta è stato avvisato anche il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras. «È una questione che va approfondita - dice - metteremo a disposizione i nostri uffici e le nostre risorse per fornire assistenza per la bonifica dell'area. Apprezziamo - prosegue - il lavoro degli inquirenti a cui chiediamo di chiarire eventuali responsabilità». Per i prossimi giorni sarebbe già stata fissata una conferenza dei servizi straordinaria con i tredici comuni che fanno parte del Consorzio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
