Il Tirreno

Grosseto

«Talamone è il mio paradiso»

Paolo Mastracca
<b>IL TRAP. </b>Sulla sua barca a Talamone
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IL TRAP. Sulla sua barca a Talamone

Trapattoni in vacanza con la moglie: «Qui stacco la spina»

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 TALAMONE. «Talamone? Il mio paradiso terrestre». Parole di Giovanni Trapattoni, uno che di mondo se ne intende. Anzi, parole di chi è un autentico cittadino del mondo. Il Trap è abituato a vivere in tutte le latitudini, geografiche e calcistiche. Per lui successi ovunque, Milano sulla sponda rossonera e nerazzurra, Torino bianconera, e poi Firenze e Cagliari, prima di diventare il pioniere degli allenatori italiani che insegnano calcio all'estero.  Germania, Portogallo, Austria sono i paesi in cui ha raggiunto la personale stella di dieci scudetti vinti in quattro campionati diversi. Adesso è l'idolo degli irlandesi a cui spera di regalare la qualificazione agli europei. Eppure il Trap è sempre lo stesso, umile e modesto, disponibile a parlare con il cronista. Anche questo è uno stile da insegnare a chi dopo appena una stagione sotto la luce dei riflettori riesce a fare il prezioso.  Il Trap invece no, è di un'altra stoffa, e d'altronde se tutti gli vogliono bene e lo stimano una ragione deve esserci. Lo incontri di domenica mattina insieme alla moglie Paola mentre si sta recando alla Messa, gli chiedi se ha voglia di scambiare quattro chiacchiere. La signora Paola ci guarda con simpatia ma con l'aria di chi pensa che abbiamo interrotto uno dei pochi momenti in cui il marito-mister non è impegnato in questioni calcistiche.  La signora comprende le nostre esigenze e si avvia da sola verso la chiesa, il Trap la rassicura che la raggiungerà, ricaviamo l'impressione che sia abituata al fatto di avere sposato colui che è un'autentica leggenda del calcio.  Chiediamo a Trapattoni di parlarci di Talamone: «Questo luogo mi concilia con la tranquillità, con il mio modo di vivere schivo. Diciamo che soltanto a Talamone raggiungo il top del relax mentale». Gli facciamo notare che in queste settimane si parla tanto del tracciato autostradale, ci sono polemiche. Lui ci spiega di non avere seguito particolarmente i motivi di queste problematiche però osserva: «Io venivo a Talamone quando l'Aurelia era ancora a due corsie. Successivamente venne allargata, adesso è in progetto l'autostrada. E' il mondo che cammina, il progresso non si può fermare». Ovviamente con il Trap non si può non parlare di calcio, tanto è vero che la prossima settimana partirà con destinazione l'Irlanda per preparare l'amichevole contro la Croazia, prologo dei decisivi appuntamenti autunnali quando la sua nazionale contenderà la qualificazione alla fase finale degli Europei alla Russia ed alla Slovacchia. Il discorso scivola anche sul calcio italiano ed il Trap entra decisamente in forma sfoderando le sue frasi ad effetto. Sulla nazionale italiana dice: «Prandelli sta stilando un buon programma, è un ragazzo intelligente che dovrà lavorare anche sulla concretezza perchè non si può sempre suonare il violino e cantare».

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