Il Tirreno

Grosseto

Tmori in giunta per nuovi avvisi di garanzia. L'assessore Stella: «Sono possibili»

Paola Villani
<strong>SINDACO DI FOLLONICA.</strong> Eleonora Baldi
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SINDACO DI FOLLONICA. Eleonora Baldi

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FOLLONICA. «Una scelta politico amministrativa»: il sindaco di Follonica Eleonora Baldi definisce così la delibera finita sotto inchiesta. Il primo cittadino rompe un silenzio durato tre giorni sulla vicenda dell'avviso di garanzia recapitato mercoledì mattina dalla Guardia di finanza al segretario e direttore generale del Comune di Follonica, Stefano Bertocchi. Le parole del sindaco rispecchiano forse poco l'espressione del suo volto, che appare alquanto teso dopo mercoledì. «Abbiamo sempre agito verso la regolarità», spiega lei. «Il 27 agosto del 2009 abbiamo deliberato un assetto organizzativo finalizzato a ottenere una buona amministrazione, e necessariamente abbiamo affidato la funzione di direttore generale a Stefano Bertocchi, un ruolo che era rimasto vacante da quando era andato via Vincenzo Del Regno (funzionario in carica prima di Bertocchi, ndc). Abbiamo voluto dare delle linee generali già molto prima che uscisse la legge finanziaria che stabilisce che la figura di direttore va istituita solo nei comuni con più di 100mila abitanti», dice il sindaco.  «Tutto il resto è stato un automatismo. Il compenso è rimasto invariato: 39mila euro che si aggiungono ai 95mila circa della retribuzione del 2010. Il Tribunale amministrativo ha dichiarato la delibera 292 del dicembre 2009 legittima, non si parla di legalità ma di legittimità. Ribadiamo che il Comune è per noi una casa di vetro, e siamo disponibili a dare tutte le informazioni che ci saranno richieste. Questi momenti per noi sono occasioni utili per capire l'iter legislativo, l'azione di mercoledì la ritengo un atto di collaborazione tra istituzioni».  Tra l'altro il sindaco ha dichiarato che sono due i capi di imputazione per Bertocchi: abuso d'ufficio e falso ideologico. E se poi le viene chiesto se si aspetta altri avvisi di garanzia, risponde per voce dell'assessore al personale Francesca Stella: «è possibile». Quindi sia la giunta che il primo cittadino si aspettano di ricevere anche loro la stessa informativa arrivata al segretario e direttore generale? Difficile a dirsi. Certo è che il sequestro del computer del funzionario fa ha fatto pensare subito a possibili ulteriori risvolti della vicenda. «Non abbiamo nessun timore», ribadiscono dal governo cittadino sottolineando come in questo periodo la città dovrebbe esser vicina agli amministratori e non vociferare nei bar e per le strade.  La città è piccola e la gente mormora; imminente un consiglio comunale specifico per relazionare dell'accaduto.

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