Il Tirreno

Grosseto

Il presidente dell’Aia, Velotto, replica all’annuncio delle dimissioni

«Soufiane non è più arbitro dal 2010»

<b>PRESIDENTE.</b> Max Velotto
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PRESIDENTE. Max Velotto

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 GROSSETO. Karim Soufiane? Non è più un arbitro effettivo di calcio. Lo dice, documenti alla mano, il presidente reggente dell'Aia Grosseto, Massimiliano Velotto, dopo aver letto le dichiarazioni del direttore di gara che ieri aveva annunciato le sue dimissioni dall'associazione per mancanza di solidarietà da parte dei colleghi. «Soufiane - sostiene Velotto in un comunicato - non è più associato all'Aia in quanto il 26 ottobre 2010 la Commissione disciplina regionale Toscana ha emesso un provvedimento di ritiro tessera così come previsto dall'articolo 8 delle Norme disciplina Aia e allo stesso Soufiane notificato a mezzo raccomandata dalla commissione stessa».  Velotto, che non esclude l'eventualità di adire le vie legali, interviene perché Soufiane - al centro del caso del referto contraffatto per la parte riguardante i cori razzisti a lui indirizzati - ha dichiarato di essere ancora effettivo e di non essere mai stato "degradato" nonostante vari deferimenti. «Una dichiarazione infondata», spiega Velotto ancora nel comunicato. E di più non aggiunge, né in merito alla querela di cui ha parlato Soufiane né in merito all'annunciato ricorso al prefetto.  Soufiane, come aveva lui stesso dichiarato al cronista, aveva diretto altre due gare dopo quella "incriminata", fino al febbraio 2009. Il ritiro della tessera di cui il presidente parla era stato motivato dalla mancata produzione del certificato medico di idoneità agonistica entro due mesi dalla richiesta della sezione. Ancora nel 2010, ma a febbraio, l'arbitro di Castell'Azzara era stato sospeso per due mesi (dal 12 febbraio al 10 aprile) per aver divulgato agli organi di informazione il contenuto del referto arbitrale e per aver rilasciato un'intervista televisiva non autorizzata, nella quale esprimeva apprezzamenti sugli organi arbitrali e federali. In quelle circostanze, Soufiane aveva parlato degli insulti a sfondo razzista di cui era stato oggetto nel corso della partita del campionato Giovanissimi del 22 novembre 2008: cori da lui indicati ma di cui non vi era traccia nel referto. (p.s.)

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