Sicurezza
Scambiano i cavalli per truccare le corse, beccati
Alfredo Faetti
Tentano la truffa al Casalone come nel film, c'è un'inchiesta
2 MINUTI DI LETTURA
Hanno provato a sostituire il cavallo prima che entrasse in pista, quasi come Gigi Proietti ed Enrico Montesano in "Febbre da cavallo". Ma la "mandrakata" messa in scena mercoledì sera al Casalone di Grosseto è stata sventata dall'occhio esperto dei veterinari che si sono accorti del tentativo di raggiro: il cavallo è stato ritirato dalla corsa.
Il "Soldatino" in questione, come il cavallo del film, si chiama Pulsar, mezzosangue di tre anni. In sella c'era Simone Mereu e l'allenatore era Michele Marceddu. Pulsar era il numero 11 e la corsa, premio Giacomo De Rham, era sulla distanza di 1.750 metri. Questo è quanto gli appassionati hanno letto sul giornale specializzato mercoledì mattina. Ma c'è qualcuno che ha provato a truccare la corsa e a presentare in pista un altro concorrente.
«Tutto è stato fatto a regola d'arte. Non è facile riconoscere manomissioni», dice uno dei veterinari dell'Unire (l'ente di riferimento dell'ippica) che mercoledì era di turno al Casalone. Già, perché all'occhio attento e allenato (dato che ogni sera sono in un ippodromo diverso) dei dottori non sono sfuggiti alcuni piccoli dettagli nel passaporto che hanno fatto sorgere qualche dubbio, prima dell'inizio delle corse durante i controlli di routine.
I veterinari, accortisi del trucco, hanno chiesto all'Unire la scheda tecnica segnaletica di Pulsar, in cui sono indicati tutti i suoi aspetti fisici (segni particolari e simili). E con la scheda in una mano e il cavallo di fronte, i dottori hanno riscontrato diverse incongruenze che hanno portato a capire che quello non era Pulsar. Chi fosse ancora non si sa: sono tuttora in corso gli esami del dna per capire l'identità dell'animale, in modo da arrivare alla sua provenienza. Immediata la segnalazione alla Commissione disciplinare dell'Unire, che ha emanato la pena massima nei confronti dell'allenatore Marceddu, con oltre 3.000 euro di multa e deferimento. La denuncia ai carabinieri di Grosseto.
Il "Soldatino" in questione, come il cavallo del film, si chiama Pulsar, mezzosangue di tre anni. In sella c'era Simone Mereu e l'allenatore era Michele Marceddu. Pulsar era il numero 11 e la corsa, premio Giacomo De Rham, era sulla distanza di 1.750 metri. Questo è quanto gli appassionati hanno letto sul giornale specializzato mercoledì mattina. Ma c'è qualcuno che ha provato a truccare la corsa e a presentare in pista un altro concorrente.
«Tutto è stato fatto a regola d'arte. Non è facile riconoscere manomissioni», dice uno dei veterinari dell'Unire (l'ente di riferimento dell'ippica) che mercoledì era di turno al Casalone. Già, perché all'occhio attento e allenato (dato che ogni sera sono in un ippodromo diverso) dei dottori non sono sfuggiti alcuni piccoli dettagli nel passaporto che hanno fatto sorgere qualche dubbio, prima dell'inizio delle corse durante i controlli di routine.
I veterinari, accortisi del trucco, hanno chiesto all'Unire la scheda tecnica segnaletica di Pulsar, in cui sono indicati tutti i suoi aspetti fisici (segni particolari e simili). E con la scheda in una mano e il cavallo di fronte, i dottori hanno riscontrato diverse incongruenze che hanno portato a capire che quello non era Pulsar. Chi fosse ancora non si sa: sono tuttora in corso gli esami del dna per capire l'identità dell'animale, in modo da arrivare alla sua provenienza. Immediata la segnalazione alla Commissione disciplinare dell'Unire, che ha emanato la pena massima nei confronti dell'allenatore Marceddu, con oltre 3.000 euro di multa e deferimento. La denuncia ai carabinieri di Grosseto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
