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LA CCIIA
«Progetto dannoso servono modifiche»
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GROSSETO. La giunta della Camera di commercio, affrontando il tema della Tirrenica, ribadisce la necessità della realizzazione dell'autostrada, ma giudica in modo negativo il progetto di Sat. «A una prima analisi - dice il presidente Gianni Lamioni - presenta gravi problematiche che, se non adeguatamente affrontate, potrebbero rivelarsi potenzialmente devastanti per la Maremma. In particolare è motivo di preoccupazione la sovrapposizione totale del nuovo tracciato sull'attuale Aurelia a fronte degli insufficienti investimenti previsti per realizzare la viabilità complanare». I nodi nevralgici rispetto ai quali la Camera di commercio si affianca alle altre istituzioni del territorio nell'esprimere forte preoccupazione, sono numerosi e riguardano l'intero tracciato nell'area provinciale. In particolare, la zona sud risulterà penalizzata rispetto al progetto del 2008, che ipotizzava la trasformazione dell'Aurelia in "strada parco" e la sua conservazione come complanare a servizio del traffico lungo la costa. Sat infatti non ha previsto di realizzare una vera e propria viabilità complanare ma semplicemente di "ricucire" la viabilità provinciale e comunale. Questa ipotesi creerà grandi difficoltà perché non in grado di assorbire il carico di traffico di pendolari, residenti, turisti che lasceranno l'autostrada sia per evitarla sia per raggiungere le proprie destinazioni, ingolfando la fascia costiera con evidenti danni per l'economia del territorio. Sia pure con minori disagi, analoghe difficoltà si riscontrano anche nel tracciato a Nord della provincia e per l'area di Grosseto: ci sarà un aggravio di difficile gestione per Grosseto e Follonica, oltre a Braccagni dove la vecchia Aurelia attraversa la frazione e serve l'area del Madonnino. Ricordiamo che ad oggi sull'Aurelia transitano 14.500 veicoli al giorno destinati a diventare (secondo le stime della stessa Sat) 25.000, entro 10 anni e che con la realizzazione dell'autostrada a pedaggio il 30% di questo traffico è destinato a transitare sulla viabilità alternativa. La Camera di commercio raccomanda di modificare il progetto affrontando gli evidenti problemi. L'attuale progetto potrebbe incorrere nel gravissimo rischio di non costituire più la sospirata risposta ad un'istanza del territorio, ma anzi un insopportabile aggravio per una rete infrastrutturale già inadeguata.
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