Il Tirreno

Grosseto

Ma Tei precisa: «Scelta per la sicurezza»

Parcheggio alle Marze protestano i pescatori «Siamo penalizzati»

Francesca Ferri

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 MARINA DI GROSSETO. La chiusura del parcheggio abusivo al km 28, la spiaggia al confine tra Marina e Principina, non è passata inosservata. I primi a lamentarsi, ieri, sono stati gli appassionati di pesca che si vedono così togliere la possibilità di andare in uno dei due soli punti della costa grossetana dove si puà fare pesca sportiva da riva con la canna. L'alternativa è la ben più lontana Bocca d'Ombrone, che si può raggiungere, però, solo dopo un'estenuante camminata sulla spiaggia. Ora però anche Le Marze si possono raggiungere solo a piedi. Chiudere improvvisamente, in piena estate, lo slargo da sempre adibito a parcheggio e non prevedere un'area di sosta alternativa rende la spiaggia inaccessibile, a meno di non sobbarcarsi chilometri a piedi o in bici da Marina o Castiglione.  A maggior ragione il discorso vale per chi, come i pescatori amatoriali, deve portarsi dietro un sacco di attrezzature ingombranti. Lo stesso disagio, del resto, lo vivono le famiglie che, in una spiaggia libera come Le Marze, hanno bisogno di ombrelloni, borse frigo e giochi per i bimbi. Protestano anche i kiters che, tuttavia, qua sono già "clandestini", dato che è vietato fare kite senza gli appositi corridoi di lancio. Del resto è già vietato parcheggiare sulla duna e sul sentiero ma, nonostante le "retate" della Municipale, i frequentatori delle Marze non si sono mai fatti intimorire.  Adesso, però, la situazione è precipitata. Non solo perché la duna è completamente rasa al suolo dopo aver sopportato per anni il peso delle auto, ma anche perché il loro ingombro ostruisce il passaggio dell'ambulanza. «Questa amministrazione non lascia nulla di intentato per la tutela dei cittadini e delle proprie ricchezze ambientali», spiega l'assessore al Demanio Giancarlo Tei, più che intenzionato a far rispettare le regole anche a costo di suscitare malumori.  Infine, due precisazioni. «Le voci che lo sbarramento abbia a che vedere con le richieste di un privato - spiega Tei - sono del tutto infondate. Lo facciamo solo per motivi di sicurezza. E poi la strada non è privata ma vicinale a transito pedonale. La sbarra, infine, sarà posizionata nel rispetto degli accordi con la Soprintendenza».

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