Il Tirreno

Grosseto

L’arbitro oggetto di insulti razzisti

«Mi dimetto dall'Aia, nessuno è stato solidale con me»

«Mi dimetto dall'Aia, nessuno è stato solidale con me»

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 GROSSETO. «Nei prossimi giorni mi dimetterò dall'Associazione arbitri di Grosseto perché non ho ricevuto un briciolo di solidarietà da parte di nessuno dei colleghi. A giugno ho presentato querela davanti ai carabinieri di Castell'Azzara in merito al referto falsificato perché la giustizia sportiva non mi ha dato soddisfazione io voglio sapere chi lo ha contraffratto. E poi vorrei chiedere al prefetto di verificare se la sezione Aia può ancora rimanere aperta». Va giù duro Karim Soufiane (foto), l'arbitro di calcio che aveva denunciato di essere stato vittima di insulti razziali durante una partita del 2008 e che aveva riscontrato che nel suo referto tale riferimento era stato rimosso. Il suo caso è quello che ha portato al "processo" disciplinare ai vertici arbitrali locali ed è a quella sentenza che Souflane, interpellato dal cronista, ammette di fare riferimento (Karim è credibile ma non è individuabile una responsabilità del designatore). «Non voglio commentare quella sentenza - aggiunge - Ma nonostante tutto ciò che è uscito fuori non ci sono provvedimenti». Beh, un'inibizione anche se ridotta, c'è: «Mi sembrano provvedimenti irrisori», ribatte. Soufiane annuncia di essersi rivolto a un avvocato per andare fino in fondo: «Io sono ancora arbitro effettivo, nonostante sia stato deferito diverse volte: qualcosa vorrà dire se la commissione regionale non mi ha "degradato"». (p.s.)

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