Toscana
Ineleggibilità: comunisti all'attacco Chiesta la testa del sindaco Borghi
Al.Fae.
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GAVORRANO. «Borghi si dimetta». Con queste parole la Federazione della Sinistra risponde alla maggioranza di Massimo Borghi, che lunedì ha chiamato in causa gli alleati delle liste avversarie sulla vicenda eleggibilità. «La norma sulle candidature è una delle poche leggi in Italia molto chiare e non interpretabili. Borghi ha commesso una grave errore burocratico, non rispettando la legge ed è tanto più grave, dato che l'attuale sindaco lavora come dipendente del Comune proprio all'ufficio anagrafe». E dire, si legge nella nota della segreteria comunale dei Comunisti Italiani - Federazione della Sinistra di Gavorrano, alleati Pd alle ultime elezioni, che «noi fin dall'inizio, chiedemmo chiarezza agli organi preposti, proprio per evitare il rischio dell'ineleggibilità dopo le elezioni. Il sindaco Borghi invece di apprezzare questa posizione, in modo sprezzante e prepotente rispose che la nostra richiesta era solo per deligittimare la sua candidatura». E ora, che la vicenda eleggibilità ha raggiunto il suo apice «I cittadini che hanno creduto in Borghi hanno bisogno di un atto di coraggio per dimostrare che il virus del berlusconismo non ha colpito anche a sinistra» continua la nota e per questo Borghi deve «dimettersi, chiedere scusa per la propria dimenticanza e ritornare il prima possibile al voto. Solo dopo sarà un sindaco legittimato a governare. Non si può gridare contro Berlusconi e comportarsi in modo simile». Quella dei Comunisti Italiani è una presa di posizione forte. Per la prima volta si chiede al sindaco le dimissioni, senza se e senza ma. «E' ovvio che le giustificazioni del sindaco sono pretestuose e che i cittadini che lo hanno votato meritano più rispetto. Il resto sono chiacchere da bar. Ora c'è bisogno di chiarezza, poi Borghi potrà eventualmente governare in modo legittimo».
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