Attenzione
Lincontro per discutere del promotore che ha fatto sparire milioni di euro. Il sindaco Bai: un confronto utile
Unipol in Comune per la truffa: «Siamo vittime»
Alfredo Faetti
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MASSA MARITTIMA. Un incontro utile, quello tra politica massetana e Unipol, anche se ha lasciato aperte ancora mote questioni nei confronti dei cittadini truffati. «I tempi sono lunghi per problemi nella reperibilità dei documenti» hanno spiegato i rappresentanti della banca. Per questo sono già previsti altri tavoli. C'erano tutti martedì in Comune: il sindaco Lidia Bai, la sua giunta, i capigruppo e i rappresentanti dell'istituto di credito, ossia Franco Francolini, responsabile commerciale dell'area Nord Ovest della Toscana, e Stefano De Santis, responsabile legale della banca. Tutti intorno a un tavolo per discutere sulla vicenda dei clienti di Renzo Vannini e dei loro risparmi svaniti nel nulla. È stata Bai ad introdurre la riunione, «ricordando come in consiglio comunale fosse emersa la volontà di approfondire l'argomento in termini generali, - si legge nella nota congiunta di tutti i gruppi politici di Massa Marittima - senza entrare nei singoli casi, per capire quali fossero i criteri adottati ad oggi dalla banca, nella valutazione delle diverse casistiche di truffa denunciate da tanti risparmiatori». Uno dei maggiori promotori dell'incontro, la civica Massa Comune, attraverso il suo capogruppo Federico Montomoli, ha sottolineato «la responsabilità della banca su una vicenda di grave risvolto sociale ed economico grave per questo territorio, evidenziando la sua mancanza di disponibilità, così come segnalata dagli avvocati dei cittadini che hanno denunciato una truffa». A questo proposito, i rappresentanti dell'Unipol hanno spiegato che la banca si è costituita parte lesa in questa vicenda, e «che diversi casi sono già stati conclusi con accordi, mentre un contenzioso è stato aperto da parte di un gruppo di clienti. La risoluzione delle diverse vicende stia richiedendo tempi molto lunghia causa della difficoltà nel reperimento della documentazione e nella tracciabilità dei flussi e delle operazioni finanziarie oggetto delle denunce di truffa». La discussione è andata avamti poi con gli interventi di Riccardo Rapezzi (Pd) e Giovanni Favilli (pdl). «Alla fine dell'incontro la banca si è dichiarata disponibile a proseguire nel confronto con le parti, sulla base di documenti verificabili». La strada è ancora lunga.
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