Il dolore
Dopo le tre tragedie il Comune è stato multato e il dirigente comunale indagato per omesso controllo
In Feniglia arrivano avvisi e cartelli
Lorenzo Santorelli
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NUOVI SEGNALI Saranno installati in Feniglia nei prossimi giorni dopo le tragedie e le polemiche degli ultimi giorni Presentato il Piano d'emergenza: uscite numerate e scritte «no salvamento»
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ORBETELLO. Ripristino immediato dei cartelli che informano sull'assenza dei bagnini in Feniglia. E in più per ogni varco e all'altezza dei punti corrispondenti nelle spiagge saranno istallati 16 cartelli numerati, otto per ogni lato, (uno ogni 700 metri circa) per orientare i turisti e i soccorritori. Ecco il piano di sicurezza discusso ieri mattina e presentato nel pomeriggio da Capitaneria e Comune dopo le tre tragedie avvenute nell'ultimo mese in mezzo in Feniglia, l'ultima delle quali è costata la vita a Vittorio Calussi, un bambino di appena 5 anni. E dopo le denunce che hanno portato la guardia costiera a multare il Comune di mille euro per l'assenza dei segnali e indagare il dirigente per omesso controllo. «Con questo piano - spiega il tenente di vascello Giorgia Capozzella - sarà più facile, anche per i soccorritori, individuare le aree di intervento». Almeno per il momento il comandante ha escluso che per finanziare questa ulteriore segnaletica verranno introdotti biglietti d'ingresso o tasse di scopo. Ma per predisporre un piano complessivo di salvataggio se ne parlerà a settembre. Il modello è quello in uso a Marina di Grosseto, Castiglione e Giglio dove i gestori dei bagnetti, riuniti in associazioni, finanziano torrette e bagnini per migliorare la sicurezza anche nei tratti di spiaggia libera. La situazione della costa orbetellana è però differente perchè presenta dei tratti di spiaggia libera vasti e intervallati raramente dagli stabilimenti privati. Durante la presentazione del Piano i vertici della Capitaneria hanno ricordato come «non c'è nessun nesso causale tra l'annegamento del piccolo Vittorio e l'assenza della segnaletica di avvertimento per i bagnanti e sulla mancanza di personale di salvataggio». Ma prosegue il tenente, «abbiamo inflitto al Comune una multa di 1032 euro per la mancata comunicazione all'autorità marittima dell'assenza di segnaletica in quel tratto di spiaggia». I cartelli erano stati installati nel 2007 e la loro presenza è stata accertata fino all'anno scorso. Negli ultimi mesi sono scomparsi ma la legge parla chiaro. «L'ordinanza balneare 45/ 2011 - prosegue Capozzella - prevede che i comuni organizzino il servizio di salvataggio anche nelle spiagge libere. Nel caso ciò non fosse possibile, sono tenuti a comunicarlo all'autorità marittima e a mettere la segnaletica. La stessa comunicazione deve avvenire anche se i cartelli, per un motivo o per un altro, vengono rimossi. Il Comune, successivamente, deve provvedere al loro ripristino». Più delicata la posizione del dirigente del Comune perchè sarebbe sua la responsabilità dell'assenza effettiva dei cartelli. «Questa casistica è prevista dall'articolo 673 del codice penale e prevede pene che vanno oltre alla sanzione amministrativa». L'articolo tratta i casi di "omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari" e prevede l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino ad un milione di vecchie lire. Capozzella però sottolinea che quelle della capitaneria sono state segnalazioni di rito e «non saprei dire se è stata ufficialmente aperta un'indagine. Del resto il giudice ha subito restituito la salma del bambino e non credo abbia rilevato responsabilità penali per la sua morte».
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