Italia
«Blocco il viale e mi faccio esplodere»
Francesca Gori
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LABUSO. Il Comune ha equiparato la roulotte a una casa abusiva La rabbia di Ape: diffidato dal Comune, le roulotte come case abusive
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GROSSETO. Ape ha 90 giorni di tempo per eliminare l'"abuso edilizio" sul viale Sonnino: per togliere le due roulotte che fanno da casa a Rossi. Un atto, quello del Comune, che ha mal digerito. «Stamani blocco il viale e se continuano mi do fuoco e faccio saltare in aria tutto». Le bombole del gas attaccate alle roulotte ci sono. Magari, non farà saltare in aria viale Sonnino. «Ma la strada la blocco - minaccia - e mi incateno alle macchine. Questa volta sono proprio pieno». Ad accecare di rabbia Ape sono due i procedimenti che pendono sulla sua testa. Contro l'uomo che colleziona e ristruttura vecchie auto sul viale Sonnino il Comune ha ingaggiato una guerra alla trovata più ingegnosa. La diffida questa volta, esce dritta dall'ufficio Edilizia privata e abusi edilizi. Nel regolamento urbanistico c'è scritto: le roulotte, così come le casette di prefabbricato nei giardini valgono come le ville tirate su senza permesso. Ape deve sgomberare. «Ma le mie roulotte non sono puntellate - contesta Rossi - non hanno appoggi se non un ceppo di legno messo sotto il gancio traino dell'auto per non gravare sulle sospensioni. Continuano a vessarmi, ma se il Comune non ha una casa da dare a me e alla mia famiglia, io non posso lasciare la mia abitazione». Rossi e la sua compagna, di roulotte ne occupano due: una casetta con la cucina, il tavolo e il letto, l'altra che serve soltanto come bagno. Alla denuncia per gli allacci abusivi all'acquedotto e alla corrente elettrica, ora si aggiunge anche la diffida del Comune per abuso edilizio. «Le bollette io le pago tutte, in ritardo magari, ma le pago - dice - e quei contatori sono stati regolarmente forniti dall'Enel e dal Fiora. Sulle roulotte pago la Tarsu. Devono dirmi se per campare devo andare a vndere droga. Io voglio solo lavorare». La distesa di vecchie auto una davanti all'altra lungo viale Sonnino diminuisce giorno per giorno. «Non mi fanno lavorare - dice - non posso nemmeno utilizzare il furgone per portare qualche mobile o qualche oggetto a chi me lo chiede». Un lavoro umile, che serve per andare a vanti. Per pagare le bollette e mettere qualcosa sotto i denti. Nel regno di Rossi si vive con poco. Qualche bicicletta da sistemare, una vecchia Fiat 127 turchese che viaggerebbe, un maggiolino da finire di sistemare, con il logo di "The dark side of the moon" dei Pink Floyd disegnato da Ape sullo sportello della bauliera. «Mi hanno sequestrato i documenti di tutte le auto - spiega - non posso nemmeno venderle. Hanno insinuato che le revisioni fossero false, ora addirittura mi addebitano anche l'abusivismo edilizio. Questa è vessazione». Eppure, sulla porta della roulotte che utilizza come bagno, lo ha scritto chiaro e tondo: «I vari rompiballe che sanno già di esserlo (pinguini, ecc.) vadano a fare un giro altrove». La polizia municipale, però, quelle parole non le ha prese in considerazione. E nemmeno il dirigente dell'Edilizia privata che ha firmato quell'atto. «Sono vent'anni che vivo qui e il Comune mi ha anche dato la residenza - spiega - quando sono andato al Coeso a chiedere una casa mi hanno suggerito di comprare una roulotte. Io la roulotte ce l'ho e ci vivo». Il Comune, una soluzione pensava di averla trovata. «Un residence da 700 euro al mese - aggiunge - ma se devo pagare quella cifra sono capace di trovarmi un appartamento per conto mio».
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