Attenzione
Truffa alla Provincia, udienza per 16
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PM. Giuseppe Coniglio Domani davanti al giudice gli indagati dell'inchiesta Agro
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GROSSETO. Arriva domani all'udienza preliminare la vicenda della presunta truffa ai danni della Provincia che coinvolge due società di servizi facenti capo alle associazioni Cia e Coldiretti. È la cosiddetta inchiesta "Agro". Un'inchiesta condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri che nel marzo 2010 portò all'avviso di conclusione indagini per 18 responsabili di uffici territoriali. Domani, però, gli indagati saranno 16: per due di loro il pm Coniglio ha effettuato uno stralcio richiedendone l'archiviazione. False firme dei beneficiari, false indicazioni del numero di prestazioni fornite, falso numero di accessi alle aziende agricole. Queste le ipotesi che spingono la Procura a chiedere il giudizio in merito all'erogazione dei finanziamenti pubblici da destinare ai programmi di sviluppo agricolo e rurale. Quasi 330mila euro che non sarebbero finiti ai richiedenti. Le indagini erano partite dalla denuncia di un imprenditore agricolo, presentata nel 2008. Gli investigatori avevano ascoltato centinaia di persone e spulciato negli archivi dell'Amministrazione provinciale per ricostruire gli iter seguiti dalle richieste di finanziamento, basate sulla legge regionale 34 del 3 agosto 2001. Sono Impresa Verde Grosseto srl, facente capo alla Coldiretti, e Service Cia le due società finite nel mirino dei carabinieri per quanto avvenuto nel periodo 2004, 2005 e 2006. Sandro Noferini, Daniele Fusi, Simone Megale, Stefano Rusci, Michele Paoli, Mauro Barbini, Massimo Felice Neri e Giuseppe Ruffini devono rispondere in qualità di titolari di unità locali di Impresa Verde. Tre i modus operandi individuati. Il primo, la presentazione di domande di accesso al contributo contenenti la falsa sottoscrizione del beneficiario della prestazione. Il secondo, la presentazione di rendiconti inerenti le attività dichiarate, contenenti ancora la falsa firma del beneficiario e la falsa indicazione sul numero delle prestazioni offerte (che sarebbero state superiori a quelle realmente effettuate). Il terzo, effettuando un numero di prestazioni e accessi nelle aziende dei coltivatori diretti - da parte di agronomi e periti agrari - comunque inferiore rispetto al numero minimo previsto dalla legge. A Impresa Verde, la Provincia aveva erogato nel 2005 contributi per 191.280 euro. Identico il comportamento che la Procura ritiene attribuibile a Service Cia. Evans Ottavi, Michele Bocchi, Paola Giacomet, Alessandro Bucci, Massimiliano Berardicurti, Gusmano Pallini, Giancarlo Innocenti sono coinvolti perché titolari all'epoca di unità locali della srl. A Service Cia, nel 2005, la Provincia aveva erogato 137.520 euro. C'è poi un indagato che nulla a che vedere con le due società di servizi delle associazioni di categoria. È un perito agrario, Fabio Carresi. La richiesta di archiviazione riguarda Paolo Mariotti (Impresa Verde) ed Emilio Cini (Service Cia). P.S.
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