La manifestazione
Indagato direttore generale del Comune
Paola Villani
Bufera a Follonica. Blitz della Finanza: sequestrati pc e atti. L'accusa è abuso d'ufficio
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FOLLONICA. Avviso di garanzia per il segretario e direttore generale del Comune di Follonica, Stefano Bertocchi. L'accusa è abuso d'ufficio. Ieri mattina intorno alle dieci a far visita ai piani alti del palazzo comunale è arrivata nuovamente la Guardia di finanza a consegnare l'atto, sequestrare documenti e il computer del dipendente. Dopodiché i militari avrebbero visitato anche la casa dell'indagato. I militari delle fiamme gialle hanno infatti recapitato un avviso di garanzia a Stefano Bertocchi, che dal marzo del 2009 è in forza al Comune di Follonica come massimo dirigente, avviso con il quale il tecnico è stato informato che attualmente sono in corso delle indagini preliminari a suo carico. In ballo dovrebbe (usiamo il condizionale perché ancora si tratta di voci ufficiose) esserci la famigerata delibera 292 del 29 dicembre del 2009, con la quale si è provveduto a riorganizzare lo staff dirigenziale, in particolare nella parte dove si è stabilito di «riconfermare l'attribuzione al segretario generale delle funzioni proprie del direttore generale». È propio intorno a questo documento che ruotano i dubbi del pubblico ministero che conduce le indagini. Infatti l'atto è stato firmato dallo stesso Bertocchi e dal sindaco. L'indagine è scattata sei mesi fa quando la presunta irregolarità è finita sotto l'occhio delle forze dell'ordine. I militari hanno trascorso quasi tre ore tra l'ufficio del segretario e direttore generale e quello del sindaco, portando via il computer in dotazione a Bertocchi, insieme ad altri atti cartacei. La perquisizione è scattata in contemporanea con quella avvenuta a palazzo comunale anche a casa del segretario generale, in provincia di Pisa, e anche in questo caso pare siano stati portati via i pc. Bertocchi interrogato sul quello che stava accadendo ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti. Lo stesso ha fatto il sindaco Eleonora Baldi, da lei un laconico «non rilascio dichiarazioni». Insomma clima teso a palazzo, e ora la città attende gli sviluppi della questione che si aggiunge agli ultimi mesi di fuoco per il governo di centro sinistra follonichese, con revoche di mandati per il vice sindaco, il caos dei villaggi turistici, e altre questioni che di certo non hanno reso tranquilla l'amministrazione. Ma con la delibera finita al centro dell'indagine, firmata dal Bertocchi e dal sindaco, in una riunione di giunta dove assenti erano solamente gli assessori Francesca Stella, con incarico anche al personale tra l'altro, e Donatella Rapezzi, in pratica l'amministrazione Baldi, ha modificato l'assetto dei dirigenti comunali. Nell'atto si è stabilito oltre al doppio incarico per Bertocchi quindi, anche tra le altre cose di ridurre il numero di dirigenti da sei a cinque, e di far diventare la polizia municipale una struttura di massimo livello, quindi un settore, comprendente altre attività (demanio marittimo, igiene urbana, parcometri e segnaletica). E se all'epoca l'opposizione parlò di «una misura fatta col bilancino per tenere salvi equilibri politici, epurare chi era in odore di essere stato troppo vicino all'ex sindaco Saragosa e pagare anche in questo caso qualche altra cambialuccia politica», oggi il commento alla vicenda è quasi un paterno «l'avevamo detto». «I nostri dubbi non erano poi così infondati» ha dichiarato Simone Turini capogruppo Pdl dopo aver saputo del nuovo blitz della Finanza.
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