Il Tirreno

Grosseto

«Comune assente» Addio del presidente al Centro Lazzaretti

Fiora Bonelli
<b>CENTRO STUDI.</b> Dedicato a David Lazzaretti
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CENTRO STUDI. Dedicato a David Lazzaretti

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 ARCIDOSSO. Sospetto di indifferenza e noncuranza dell'amministrazione arcidossina nei confronti del Centro Studi Lazzaretti che dalla fine degli anni Settanta, dopo un lungo periodo di dimenticanza, aveva cominciato ad essesre valorizzata. Il professor Pierluigi Marini presenta così la lettera di dimissioni da presidente del Centro Studi David Lazzaretti di Arcidosso al sindaco Emilio Landi.  La separazione era nell'aria da tempo, ma nessuno credeva che si sarebbe concretizzata, perché Marini era da circa 20 anni membro del Centro e una delle anime. Nella lettera Marini spiega che il suo interesse per il Centro, la ricerca sul personaggio storico fra i più significativi di Arcidosso, non è venuta meno.  «Ma dopo aver inutilmente atteso la convocazione del comitato scientifico del Centro Studi da parte dell'amministrazione, formalizzo le dimissioni. Il prolungarsi di un inspiegabile silenzio nel quale mi è sembrato di ravvisare indifferenza, sottovalutazione se non addirittura fastidio, e ritenendo concluso l'impegno istituzionale richiestomi dopo le dimissioni da presidente di Mario Franceschelli, quando difficoltà operative avrebbero potuto intralciare le iniziative del 130 anniversario dell'uccisione del profeta, ho deciso di dimettermi».  Il presidente Marini ripercorre le iniziative e i compiti assolti in questi anni, dalla valorizzazione di reperti e documenti, scritti di David, il restauro conservativo, ancorchè parziale dei luoghi sacri di Monte Labbro (da completare), la mostra permanente sulla vicenda lazzarettista nel castello, la pubblicazione dell'edizione critica delle opere di Lazzaretti (dovrà seguire la pubblicazione del ricco epistolario), i primi due quaderni del Centro.  Tutto questo, afferma Marini, col doppio obiettivo di valorizzare il patrimonio di scritti e creare un luogo di dibattito. L'ex presidente elenca le idee, per ora nel cassetto e non raccolte dall'ammministrazione, fra cui: creare un sito Internet su David, allargare la collaborazione con l'Università, stabilire e delineare un progetto futuro con disponibilità umane ed economiche. Tutto questo, afferma Marini, per dare una risposta al «diffuso disorientamento culturale, al decadimento ideale, alla perdita di valori, ai processi insidiosi che minacciano di travolgerci». Marini, pensa a un futuro, per il Centro, possibile solo con forze giovani, che nel corso degli anni hanno mostrato interesse. E infine ritiene urgente «ridare al centro i suoi assetti istituzionali, ridefinire la sua composizione dopo le diverse defezioni, recuperare i suoi spazi fisici per garantirne l'operatività».

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