Il Tirreno

Grosseto

118, i tre autisti in Procura

Pierluigi Sposato
<b>AMBULANZE.</b> Il ricorso &egrave; stato presentato da tre autisti
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AMBULANZE. Il ricorso è stato presentato da tre autisti

«Vogliamo che si sappia cosa avviene a Scansano»

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 GROSSETO. «La Asl 9 ha detto in aula che quella di restare a dormire a Scansano per garantire la pronta disponibilità per il 118 entro 30 minuti è solo una scelta nostra. Non c'è alcun obbligo. Ma a questo punto andiamo in Procura con il verbale dell'udienza tenuta davanti al giudice del lavoro: noi vogliamo essere tutelati».  I tre autisti grossetani in servizio a Scansano si dicono esterefatti dalle argomentazioni portate dall'azienda sanitaria nel corso dell'udienza che si è tenuta davanti al giudice Marco Bilisari. Hanno presentato un ricorso d'urgenza per una situazione limite, che vede coinvolti due dipendenti (il terzo sostituisce chi è in ferie): chi fa servizio dalle 7 alle 19 è di fatto obbligato a restare nel presidio fino alle 7 del mattino successivo (per le 12 ore di reperibilità) per poter garantire - in coscienza - un servizio più celere possibile. In parole povere, i due autisti sono costretti a restare 24 ore a Scansano per 180 giorni all'anno. Perché sono solo due.  «Ma chi se la sente di tornare a Grosseto e poi correre di nuovo verso Scansano in caso di emergenza? - dicono Ugo Bassanelli e Renzo Ciolfi, insieme a Alessandro Ceccarelli, al termine dell'udienza nel corso della quale sono stati assistiti dall'avvocato Monica Tocci - Già comportandoci con coscienza e restando a Scansano la notte andiamo comunque incontro a eventuali contestazioni, se non a peggio. Figuriamoci cosa potrebbe accadere se ci fosse qualche minuto di ritardo nell'intervento perché arriviamo da Grosseto! Quelli della guardia attiva e dalla pronta disponibilità sono tempi incompatibili». Quali tempi? Sono quelli indicati dal comunicato 87 del 30 maggio 1992, che regola le modalità del soccorso sanitario primario: 8 minuti in ambito urbano e 20 per quelli in zona extraurbana. «Facciamo un esempio - dicono - un incidente a Murci. Noi partiamo da Grosseto, arriviamo a Scansano entro 30 minuti, quattro ce ne servono per indossare l'abbigliamento da intervento, altri 20 per arrivare a Murci: quasi un'ora per avere un'ambulanza. No, non è possibile lavorare così. Possibile che l'azienda ci chieda di rispettare il contratto, con i 30' dunque, senza comprendere che il tempo è prezioso?»  Le tesi della Asl 9 sono state sostenute in aula dall'avvocato Silvia Rossi. Di quanto avvenuto di fronte al giudice Bilisari è stato redatto un verbale: «Con questo andiamo in Procura - aggiungono i tre autisti - Vogliamo mettere a conoscenza la magistratura di ciò che avviene. Noi non vogliamo responsabilità, noi lavoriamo, e nemmeno in condizioni ideali, ma vogliamo anche essere tutelati». Non pare possibile che, almeno per ora, gli autisti rientrino a casa per la notte. Sempre per scelta loro, è chiaro. Almeno fino a che il giudice non completi i propri accertamenti: nei prossimi giorni saranno sentiti due testimoni (personale del 118) che dovranno dire se è vero o no che gli autisti siano rimasti lì. Nel frattempo, il problema rimane.

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