Il Tirreno

Grosseto

Udienza preliminare per 4 banditi

«Volevano uccidere due carabinieri»

Pierluigi Sposato
<b>CATTURATI</b> Da sinistra in alto Cusnir, Farroni, Bernardi e Surleanu
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CATTURATI Da sinistra in alto Cusnir, Farroni, Bernardi e Surleanu

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 PORTO S.STEFANO. Sono accusati di aver cercato di uccidere due carabinieri a colpi di pistola: almeno 14 proiettili sparati da 3 armi diverse. Una sparatoria avvenuta un anno fa a Santa Liberata.  Una sparatoria dopo una rapina da 61.400 euro messa a segno poco prima al Monte dei Paschi di Capalbio Scalo, il pomeriggio del 3 agosto 2010. Tentato omicidio, rapina in banca e di un'auto, porto abusivo delle tre semiautomatiche clandestine sono le accuse per le quali stamani compariranno in quattro davanti al giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio: il pm Gliozzi ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Sono Stefan Cusnir, 24 anni, rumeno, Massimiliano Farroni, 42 anni, di Roma, Simone Bernardi, 37 anni, di Roma, Paul Emilian Surleanu, rumeno di 30 anni. Sono tutti accusati in concorso, anche se Surleanu avrebbe svolto le sole funzioni di basista, trovando un appartamento da utilizzare come rifugio ed effettuando un sopralluogo alla banca.  A mettere a segno la rapina sarebbero stati Farroni, Bernardi e Cusnir: passamontagna e grandi occhiali a specchio, minacciando con le pistole (due Beretta e una Mab) personale e clientela, ottenendo anche l'apertura della cassa bancomat, si erano impossessati di 61.460 euro. Sempre sotto la minaccia delle armi si erano fatti consegnare da una dipendente le chiavi della sua Fiat Punto su cui erano fuggiti dopo aver chiuso a chiave in una stanza (e dopo aver privato dei cellulari) l'impiegata, il direttore e la clientela. Abbandonata la Ford avrebbero poi preso una Rover 400: è quella del conflitto a fuoco con i carabinieri (sei i colpi esplosi dalla pattuglia, nessuno aveva colpito i rapinatori), a Santa Liberata, con i due militari che avevano raggiunto con l'auto di servizio i tre a bordo della Rover, individuati come possibili responsabili della rapina. La gazzella era stata raggiunta dai colpi così come altre due auto in sosta. Ripresa la Rover e imboccata la strada della Giannella, il terzetto era fuggito su una Ford Fiesta, rapinata a un automobilista di passaggio. Ma sulla Rover erano stati trovati i documenti di Cuznir. Alle 20 la cattura dei tre in un appartamento di via del Campone, con il ritrovamento del denaro rapinato e delle pistole. Quindi l'arresto di Surleanu.  Oggi la decisione su eventuali riti alternativi. Cuznir è stato condannato un mese fa dal gup di Roma a 7 anni e mezzo per una rapina da 130 mila euro commessa alla Banca popolare del Lazio di Ostia. Nei prossimi giorni sarà giudicato per un'altra rapina, del gennaio 2010, a un'agenzia della Bnl di Roma. In entrambi i casi, erano indagati anche Farroni e Bernardi ma la loro posizione è stata archiviata.

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