Il Tirreno

Grosseto

Conti mai saldati per il Peep. L’azienda in crisi non riesce a versare le rate concordate

«Consorzio Etruria deve pagare»

Francesca Ferri
<b>IL PROGETTO </b>del Peep di via de&#146; Barberi
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IL PROGETTO del Peep di via de’ Barberi

Credito da 700mila euro, il Comune passa alle vie legali

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 GROSSETO. Ogni pazienza ha un limite e, questa volta, il Comune di Grosseto ha finito la dose destinata al Consorzio Etruria. A un anno e mezzo dal primo tentativo di recuperare per vie legali i soldi che il Consorzio gli deve per l'acquisizione di dieci lotti dell'area Peep di via De' Barberi, e vista sfumare la promessa fatta un anno fa di saldare il debito, venerdì scorso la Giunta ha deliberato di tornare ad affilare le armi della legge per riprendersi quanto dovuto. Vale a dire gli ultimi 700mila euro dei 3 milioni che il Consorzio avrebbe dovuto versare già a maggio 2007.  In quel periodo la crisi che ha travolto il Consorzio lo scorso anno non era ancora all'orizzonte eppure, di quei soldi, la società che è tra le principali imprese di costruzioni in Italia, ne versò solo una parte, cioè 2 milioni. Poi chiuse i rubinetti.  Dopo un lungo tira e molla, fatto di infiniti solleciti da parte del Comune e di giustificazioni da parte del Consorzio, nel dicembre del 2009 piazza Duomo decise che era ora di darsi appuntamento in Tribunale e avviò una prima procedura esecutiva. Quell'ultimo milione, infatti, faceva più che comodo all'ente che, a fine anno, doveva fronteggiare patto di stabilità e tagli governativi.  Qualche mese dopo, però, nel luglio 2010, le due parti sembrarono trovare un nuovo accordo. Il Consorzio dette la propria disponibilità a pagare a rate il suo debito, dividendolo in tre tranche: 500mila da versare subito, 250mila da versare entro la fine di ottobre dello stesso anno e altri 250mila da pagare entro fine 2010.  Sennonché, da quel momento in poi, nelle casse comunali sono arrivati solo 300mila euro. E dunque, a un anno esatto da quella promessa non mantenuta, lo scorso 12 luglio il settore Patrimonio ha dovuto riprendere in mano carta e penna e chiedere di riattivare l'azione esecutiva per la riscossione coatta. Insomma, chiedere che si mandi direttamente il giudice a bussare alla porta del Consorzio per farsi dare i soldi che mancano, oltre agli interessi e alle spese.  Che sia la volta buona? Con lo tsunami che sta travolgendo la società di Montelupo, tra debiti per 400 milioni di euro, lavoratori salvati per un soffio dal concordato e, addirittura le perquisizioni, venerdì scorso, in relazione all'inchiesta aperta per la bretella Lastra a Signa-Prato, è difficile fare previsioni.

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