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Grosseto

Tricosto, ripristino dopo gli abusi

P.S.
<b>TRICOSTO</b> Una vecchia immagine della torre
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TRICOSTO Una vecchia immagine della torre

Muri, scale e aperture: hanno patteggiato in quattro

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 CAPALBIO. Sono stati obbligati al ripristino delle opere abusive nella Torre del Tricosto, dichiarata di notevole interesse pubblico e sottoposta a vincolo archeologico.  L'obbligo fa seguito al patteggiamento di 6 mesi e 20 giorni (sospesa per tutti). Passata in giudicato e adesso disponibile, la sentenza riguarda Antonella Maria Marcella Alfieri, 52 anni, di Roma, legale rappresentante della Tricosto cooperativa edilizia a responsabilità limitata proprietaria dell'area e committente delle opere; Carla Pasqualini, 57 anni, di Montalto di Castro, progettista e direttore dei lavori; Gennaro Capolino, 82 anni anni, di Roma, legale rappresentante della Stilos Costruzioni srl esecutrice delle opere; Andrea Capolino, 53 anni, di Roma, ingegnere, progettista e proprietario del piano terra della torre e committente delle opere realizzate in località Giardino di Capalbio.  Difesi dall'avvocato Gulina, erano finiti davanti al giudice dell'udienza preliminare Mezzaluna dopo gli accertamenti risalenti al luglio 2009, che avevano indotto il pm Pizza a chiedere il giudizio. L'accusa era quella di lavori edilizi in difformità dai titoli autorizzativi conseguiti, urbanistici, e senza le autorizzazioni delle autorità preposte ai vincoli. Lavori che interessavano tutti i piani dell'antico edificio, compresi il sottopalco, il piano di copertura e i due piani (terra e primo) del magazzino, in una serie di illeciti individuati dalla Procura: demolizioni di muri e ricostruzione in posizione diversa, realizzazione di scale diverse da quelle autorizzate, diverse ubicazioni di feritoie, spostamento della struttura in cemento armato dell'ascensore, posizionamento degli stipiti in pietra di antiche porte in posizione diversa, creazione di intercapedini, aperture ulteriori rispetto a quelle autorizzate, ristrutturazione e sopraelevazione della torre con aumento di superficie e volumetria senza permesso di costruire, predisposizione di un solaio sospeso sopra i resti archeologici.  Il castello di Tricosto, conosciuto anche come Capalbiaccio, era stato originariamente costruito nel XII secolo. Ai primi del 2009 era anche entrato nel dibattito politico-amministrativo. Luigi Bellumori, allora consigliere, aveva sollecitato la realizzazione al suo interno di un museo storico o comunque di uno spazio di fruizione pubblica.

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