Il dolore
Folla commossa al funerale del bambino di 5 anni annegato domenica in Feniglia
«Sei un angelo in paradiso»
Federico Lazzotti
Strazio per il piccolo Vittorio, la mamma: «Ditemi perché»
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ORBETELLO. Erano increduli, arrabbiati e disperati i genitori di Vittorio Calussi, il bambino di 5 anni annegato domenica pomeriggio davanti agli occhi del padre e della sorellina, nel mare della Feniglia.
I funerali si sono svolti nel Duomo di Orbetello, con i parenti arrivati da Firenze, i nonni, i cuginetti di Ansedonia e i compagni di gioco del bambino. La madre Lia e il padre Cristiano sono restati in chiesa anche quando l'omelia era finita.
Don Pietro ha citato per due volte la resurrezione di Lazzaro mentre dal pulpito del Duomo dedicato a Maria Assunta ha provato a dare una risposta alla morte di piccolo. «Vittorio - ha detto - è già nel regno dei cieli e da là seguirà la sua famiglia. Ecco perché non canteremo il requiem ma la gioia». La madre in chiesa, con gli occhi pieni di lacrime, ha chiesto: «perché?».
Il pubblico ministero Alessandro Leopizzi che coordina le indagini ha firmato l'ok alla restituzione del cadavere alla famiglia. «Morte per annegamento», è scritto sul referto: una sorta di parola fine sull'indagine, anche se alcuni elementi, come la mancata segnalazione di pericolo lungo l'arenile come disposto dal Ministero, potrebbero innescare accertamenti aggiuntivi.
«Non c'è una risposta da un punto di vista materiale - risponde don Pietro - perché l'uomo è stato creato per la morte. Dobbiamo ricordarci della croce e della sofferenza anche se dopo la perdita di un bambino così piccolo quello che vediamo è solo sofferenza e disperazione».
I funerali si sono svolti nel Duomo di Orbetello, con i parenti arrivati da Firenze, i nonni, i cuginetti di Ansedonia e i compagni di gioco del bambino. La madre Lia e il padre Cristiano sono restati in chiesa anche quando l'omelia era finita.
Don Pietro ha citato per due volte la resurrezione di Lazzaro mentre dal pulpito del Duomo dedicato a Maria Assunta ha provato a dare una risposta alla morte di piccolo. «Vittorio - ha detto - è già nel regno dei cieli e da là seguirà la sua famiglia. Ecco perché non canteremo il requiem ma la gioia». La madre in chiesa, con gli occhi pieni di lacrime, ha chiesto: «perché?».
Il pubblico ministero Alessandro Leopizzi che coordina le indagini ha firmato l'ok alla restituzione del cadavere alla famiglia. «Morte per annegamento», è scritto sul referto: una sorta di parola fine sull'indagine, anche se alcuni elementi, come la mancata segnalazione di pericolo lungo l'arenile come disposto dal Ministero, potrebbero innescare accertamenti aggiuntivi.
«Non c'è una risposta da un punto di vista materiale - risponde don Pietro - perché l'uomo è stato creato per la morte. Dobbiamo ricordarci della croce e della sofferenza anche se dopo la perdita di un bambino così piccolo quello che vediamo è solo sofferenza e disperazione».
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