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Grosseto

«Il regolamento torni in consiglio»

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Colomba e Felicioni di nuovo all'attacco, dopo le critiche della Regione «Osservazioni sostanziali, va riaperto il dibattito con la città»

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 GROSSETO. I consiglieri Luigi Colomba e Massimo Felicioni chiedono al sindaco di riportare il Regolamento urbanistico in consiglio comunale. E motivano la richiesta dicendo che molte osservazioni, comprese quelle della Regione, colpiscono nel segno. Osservazioni basate sulla legge regionale 1/2005 che - dicono - viene violata. «Le osservazioni regionali - chiariscono - non sono campate in aria e non si potranno ignorare. Alcuni esempi: "per garantire i principi di sviluppo sostenibile e di tutela delle risorse essenziali del territorio all'interno della programmazione territoriale comunale occorre sia rivalutato il consumo del suolo introdotto dalle nuove trasformazioni (pari quasi alla metà della superficie territoriale dell'intera città di Grosseto) e sia riequilibrato il rapporto tra i nuovi interventi e quelli di recupero e di riqualificazione previsti attualmente sbilanciato a favore delle nuove trasformazioni". E ancora: "In linea generale occorre inoltre evidenziare che lo sviluppo di Grosseto va ad interessare quelle aree, attualmente utilizzate per usi agricoli poste prevalentemente a nord ed a est di Grosseto comprese tra il centro cittadino e la variante Aurelia, che il Pit prevede di tutelare e valorizzare"».  Poi Colomba e Felicioni vanno a vedere cosa ha da obiettare la Regione sulla Serenissima: «In base alla disciplina del Pit: "il Regolamento urbanistico deve individuare le aree da ritenere sature rispetto alla possibilità di introdurre nuove e medie e grandi strutture di vendita mentre devono essere concertate a scala intercomunale le localizzazioni delle grandi strutture". Sul recupero la Regione dice: "È opportuno evidenziare che nella valutazione degli interventi di recupero è necessario verificare in sede di Ruc la legittimità delle volumetrie, e comunque verificare adeguatamente la fattibilità e sostenibilità delle volumetrie in rapporto alla consistenza dell'insediamento esistente rispetto ai valori paesaggistici e rispetto allo stato delle risorse naturali interessate dalla trasformazione con particolare riferimento al fabbisogno idrico"».  E sono "forti" anche le osservazioni su Braccagni e il polo logistico: «Osservazioni - dicono - che non potranno essere ignorate: "dal punto di vista idraulico l'area ricade in pericolosità elevata e molto elevata mentre dal punto di vista archeologico le varie campagne di scavo, hanno evidenziato la presenza di un importante sito archeologico con tracce di preesistenze etrusche, romane, medievali". Queste e altre osservazioni dimostrano che la violazione della legge regionale 1/2005, del regolamento attuativo e delle schede del Pit è clamorosa. A questo punto chiediamo a sindaco e assessore all'urbanistica: di fronte alle serie, articolate e strategiche osservazioni regionali, non è il caso che si apra un confronto vero con l'opposizione e quindi con tutto il consiglio comunale sulla possibilità di rendere il Regolamento adottato compatibile con le norme sovra ordinate e quindi sostenibile dal punto di vista della realizzazione e soprattutto realizzabile in tempi rapidi e non biblici per l'economia locale sempre più depressa e in affanno?»

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