Sicurezza
Dal set alla sagra d'autore Sassanelli trasforma Murci in palcoscenico
Elisabetta Giorgi
◗
MURCI. Una veduta della frazione scansanese dove lattore sta organizzando la sagra dello strozzaprete L'interprete pugliese, protagonista di film e fiction organizza l'evento chiamando a esibirsi gli attori amici
3 MINUTI DI LETTURA
MURCI. «Non la sento, sa? La linea va e viene: i telefoni non prendono qua in paese», dice nell'intervista. Sarà per questo che quel paese l'ha scelto nove anni fa: per un sublime distacco dal mondo capace di render sereno chi lo abita. Siamo a Murci, frazioncina incastonata tra le colline di Scansano, posto isolato e suggestivo adatto a spiriti liberi e discreti, e capace di regalare amori a prima vista. I colpi di fulmine son solo roba da film - direbbe qualcuno - ma stavolta è successo per davvero e il "folgorato" in questione, che per coincidenza fa l'attore, si chiama Paolo Sassanelli. Nato a Bari, "romano" per lavoro e maremmano nel cuore, a Murci ha scoperto la sua vera anima. Ci ha comprato casa e ci si è sposato pure, suggellando così, con rito civile, un patto di sangue con una comunità intera. Non contento, sempre qui - per diventare ancor più "murciaiolo" - sta organizzando una sagra insieme alla Pro Murci: la sagra dello strozzaprete. Strozzaprete "d'autore", s'intende, con le cuoche che dal 29 al 31 luglio si sbizzarriscono a far la pasta in casa mentre lui suona e gli amici attori, arrivati gratis da Roma, deliziano i paesani a colpi di monologo. Così la piccola Murci si prepara a diventare un fantastico set a cielo aperto. Tornando indietro, è il 2002 quando «con la mia compagna (oggi moglie) Marit Nissen - racconta l'attore - ci facciamo un giro da queste parti. Lei vede un casa piccolina e se ne innamora, io pure. Tenevamo tanto a comprarcene una: "Prendiamola", pensiamo; e da lì parte l'avventura». Sassanelli "ufficialmente" vive a Roma dove lavora fitto in fiction e film, ma il fine settimana scappa sempre nella piccola Murci dal volto pacato e gentile, questo paese «solido e concreto dove puoi fare tante cose: mettere a posto la scala, aggiustare la finestra distrutta dal vento. Piccole grandi cose, meno sofisticate ma più concrete della vita a Roma». Perché se nella Capitale dominano il lavoro e la corsa, e tutto è frenetico, «qua ti mangi zucchini, cetrioli e ortaggi coltivati nell'orto, o pranzi attorno a un tavolo con le gambe di ciliegio che ti sei fatto da solo». Ti nutri di cose sane. «Metti la casa a disposizione degli amici, ti guardi un film o cucini con gli abitanti del paese», fino a sprofondare in un'altra dimensione che è quella di una condivisione vera e reale col resto del mondo. È anche un mondo che si perde in lontananza, quello di Murci dove la linea telefonica va e viene. Non c'è quasi mai campo in paese, perché «c'è questa cosa straordinaria che i telefonini non funzionano. Quando arrivo qua - prosegue l'attore - avviso sempre i miei amici e dico: "Sappiate che per qualche giorno potreste non trovarmi più, perché là si può vivere senza cellulare». Dal 29 al 31 luglio la frazione è pronta a trasformarsi in un gustoso set a suon di cinema, acqua cotta e cinghiale. Organizzazione Sassanelli, con piazza Babana che diventerà il cuore dell'enogastronomia locale per due giorni. Pasta fatta dalle cuoche, delizie del palato e lounge bar con teatro, dj set, jam session e ospiti a sorpresa, chiamati da lui. Volti noti della tivù che rianimeranno il paese con recite e concerti. Il 29 luglio musica hause mixata con uno strumento quasi magico proveniente dalla Germania e contrabbasso suonato da Luciano Scarpa. Il 30 luglio arriva un'amica che ha preso casa a Murci, anche lei: Margot Sikabonyi, impegnata in monologhi con Paola Minaccioni ed Eleonora Russo. Poi il favoloso trio Sassanelli-Tirabassi-Scarpa (musica da Buscaglione a Celentano al manouche), e Dino Abbrescia, Ugo Dighero e concerti a sorpresa: un tesoro da scoprire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
