Il Tirreno

Grosseto

Basta sprechi, il cibo si recupera

Alfredo Faetti
<b>UNICOOP. </b>I prodotti non pi&ugrave; vendibili non vengono pi&ugrave; gettati via
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UNICOOP. I prodotti non più vendibili non vengono più gettati via

Unicoop e associazioni distribuiscono ai bisognosi i prodotti non vendibili

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 GROSSETO. In Maremma il cibo avanzato non viene sprecato, ma raccolto e consegnato a famiglie, mense e case di riposo. Tutto questo nasce da un'iniziativa di Unicoop Tirreno e associazioni di volontariato.  È nato infatti il progetto "Buon fine" contro lo spreco alimentare. Ad oggi sono 31 i punti di raccolta in tutta la provincia. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello di Massa Marittima, dove, proprio quest'oggi, verrà siglato un accordo tra l'Unicoop e l'Auser per dare il via alla raccolta dei generi alimentari dal supermercato Coop per ridistribuirli a mense e famiglie in difficoltà. Il procedimento è molto semplice: tutti i giorni la grande distribuzione genera volumi di merce invenduta, prodotti alimentari che vengono ritirati dai banchi e dagli scaffali ancora integri e commestibili che però, per vari motivi (scadenza ravvicinata, confezione ammaccata, etichetta strappata e così via), non possono per legge essere rimessi in vendita. Tonnellate e tonnellate di cibo che, fino al 2003, veniva ridotto a semplice rifiuto. Il 2003 infatti è l'anno della svolta: prima, per legge, la Coop non poteva farsi garante della conservazione e trasporto del cibo ritirato dai banchi; otto anni fa, però, una legge ha cambiato questo cavillo, ridefinendo la disciplina per la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini di solidarietà sociale.  Uno scopo così nobile da meritarsi il nome di "legge del buon Samaritano".  Cosa ha cambiato questa legge? La Coop non può ancora farsi carico del trasporto degli alimenti, ma le associazioni di volontariato onlus sì. E' in questo contesto che nasce il progetto "Buon fine", che in Maremma (nome in codice "area giomi") conta già 31 punti raccolta, coinvolgendo gran parte dei Comuni del territorio. Da Grosseto (con 4 punti raccolta) e Follonica (2) fino alle frazioni più piccole (per dimensioni) della provincia, come Orbetello Scalo, Grilli e Roccatederighi, passando da Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Orbetello, Scansano, Argentario e Montieri. Per rendere possibile questo progetto, il merito va tanto all'Unicoop quanto alle associazioni di volontariato Onlus che si occupano della distribuzione degli alimenti a persone svantaggiate: le varie Auser distribuiti sul territorio, le associazioni cattoliche, il "Filo d'argento" e molte altre. Una collaborazione che nel nostro territorio ha preso il via nel 2005, da Orbetello e Grosseto, per poi spandersi a macchia d'olio in tutta la provincia. Ma non finisce qui, perchè all'Unicoop Tirreno l'obiettivo è quello di allargare ancora di più i punti raccolta, dato che degli 800mila euro di prodotti raccolti nelle quattro regioni in cui opera la cooperativa (Toscana, Lazio, Umbria e Campania), la Maremma ha dato il suo bel contributo.

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