Sicurezza
«Assurdi i criteri di assegnazione»
Giacomelli (balneari) contro la Fee: «Da noi eternit e scarichi»
1 MINUTI DI LETTURA
MONTE ARGENTARIO. Eppure, proprio all'Argentario c'è chi rifiuta la bandiera blu. E' il presidente del consorzio stabilimenti balneari Vittorio Giacomelli, che nei giorni scorsi, dalle pagine web de La Stampa, è andato a testa bassa contro la Fee (Foundation for Enviromental), l'organizzazione internazionale che assegna le Bandiere in base alla qualità ambientale e ai servizi erogati. Giacomelli, un mese fa, decise addirittura di disertare la cerimonia di consegna della Bandiera blu, rilasciata al comune di Monte Argentario. «Abbiamo ancora 2.000 metri quadri di amianto e ci sono sulla spiaggia della Feniglia circa 90 baracche abusive, con fogne a dispersione nella sabbia; inoltre non abbiamo una raccolta differenziata e la situazione dei parcheggi è tragica. Lo dico a nome di un insieme di operatori turistici che gestiscono stabilimenti balneari, campeggi, soste per camper nella zona della Feniglia». Giacomelli ha scritto anche una lettera alla Fee. «Gli ho domandato con quale criterio vengano assegnate le Bandiere e se esiste un organo di controllo che stabilisca la regolarità. Io resto molto scettico sul fatto che la Feniglia, dove, per un singolare incrocio di competenze tra le due amministrazioni di Orbetello e Monte Argentario, è stata tollerata per anni la costruzione di capanne abusive con tetti in eternit e scarichi irregolari, identiche alle favelas brasiliane continui a ricevere l'ambito riconoscimento». (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
