Sicurezza
Panfi (Pd) parla di polverone alimentato da «troppi giudizi generici»
Sul regolamento urbanistico «un dibattito sopra le righe»
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SEGRETARIO Roberto Panfi 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Il dibattito sulle osservazioni al nuovo Regolamento urbanistico è sopra le righe perché viziato da giudizi generici e preventivi sul contenuto delle osservazioni ancora in fase di schedatura, e senza che siano disponibili le controdeduzioni di merito». Il Partito democratico di Grosseto smorza così, per voce di Roberto Panfi, il polverone sul regolamento urbanistico. Un regolamento che invece è qui difeso nelle scelte di fondo e nelle linee guida che lo percorrono: dalle superficie commerciali prima sovradimensionate e ora "ridimensionate" al recupero delle aree degradate o altro ancora. Quel che è soprattutto rilevante in termini politici - esordisce il segretario comunale Pd - «è la volontà dichiarata dal sindaco Bonifazi di approvare il Regolamento urbanistico entro fine anno, per garantire a Grosseto uno strumento fondamentale allo sviluppo». Nel frattempo - spiega l'esponente Pd - sarà adottata la variante anticipatoria del Piano integrato dei servizi del Commendone, che si aggiungerà a quella operativa per l'ampliamento delle strutture ricettive. Ora, «considerato nel suo complesso, il nuovo Regolamento urbanistico è caratterizzato da cinque scelte di fondo», cioè il dimezzamento delle superfici commerciali che erano state sovradimensionate con il Piano strutturale approvato dalla precedente amministrazione, con il rischio di affossare il piccolo commercio. Il recupero funzionale delle aree degradate o ormai incongrue rispetto al tessuto urbano, come quella del Consorzio agrario. La valorizzazione delle aree di proprietà pubblica per realizzare abitazioni in edilizia convenzionata e sovvenzionata, dopo che per dieci anni il Centrodestra aveva incentivato solo l'edilizia privata inaccessibile ai cittadini a reddito medio basso. «E ancora, l'ampliamento del patrimonio di aree di verde pubblico a partire dal parco agricolo urbano, e la scelta strategica di riorganizzare le aree produttive che le due precedenti amministrazioni di Centrodestra avevano fatto sviluppare in modo disordinato intorno alla città, creando enormi problemi alla scorrevolezza del traffico». Le ultime osservazioni, il segretario le riserva ad alcune scelte "puntuali". «Per il Partito democratico la localizzazione del polo logistico a Braccagni è una scelta strategica a servizio del tessuto d'impresa dell'intera provincia, a partire dalle tantissime aziende che operano nel comparto agroalimentare. Le osservazioni della Regione, poco comprensibili considerato il contributo economico di 700mila euro allo studio di fattibilità e la condivisione della localizzazione, non sono ostative rispetto alla sua realizzazione, naturalmente con gli interventi di messa in sicurezza idraulica già definiti. Quanto al cosiddetto "ciambellone" di via lago di Varano, esso è solo un'ipotesi planivolumetrica generica che non costituisce un vincolo progettuale. Quello che rileva, invece, è il fatto che il campo di gara per il tiro con l'arco insiste su un'area di proprietà comunale, che se diventasse area Peep consentirebbe alle cooperative di prima casa di abbattere il prezzo di vendita degli appartamenti ai soci. In quel caso - conclude Panfi - sugli acquirenti non graverebbe il costo di esproprio dei terreni».
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