Sicurezza
OTTO GIORNI FA
Grazia Ercole, uccisa dal mare sotto gli occhi della figlia
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ORBETELLO. Due tragedie nell'arco di otto giorni, due weekend consecutivi segnati dalla morte: davvero un avvio di estate terribile, per la spiaggia della Feniglia. Dove soltanto una settimana fa, sabato 9 luglio, si piangeva sul corpo senza vita di una donna. Grazia Ercole, 72 anni, conosciutissima maestra in pensione di Orbetello, era lì con la figlia. Intorno alle dieci del mattino non aveva resistito alla tentazione di rinfrescarsi in mare. Un mare infido, mosso dal vento e attraversato da forti correnti, proprio come quello di ieri. La donna però lo conosceva bene, quello era il "suo" mare, l'acqua nella quale aveva nuotato tante volte. Invece qualcosa va storto. Grazia Ercole scivola giù e non risale. Dall'arenile sua figlia si accorge del pericolo e si lancia fra le onde, seguita da un turista che pure aveva assistito alla scena. Nulla da fare. Il corpo ormai senza vita di Grazia viene portato a riva da due ragazzi, accorsi ormai troppo tardi. Così se n'è andata la maestra che a Orbetello, per quarant'anni a scuola, ha cresciuto generazioni di bambini, una donna tanto conosciuta quanto stimata, moglie di Carlo Vanini, storica vecchia gloria del calcio lagunare. Neppure il tempo di dimenticare quella tragedia che aveva lasciato l'intera comunità orbetellana senza fiato, ed eccone un'altra. Stavolta la vittima è un bambino, 5 anni appena. Figlio di turisti, di persone che per la gente della Costa d'Argento non hanno una storia. Eppure il dolore è uguale, lo sgomento identico, amplificato dalla tenera età di questa seconda vittima incolpevole. Stavolta si apre anche qualche polemica, su sicurezza e soccorsi. Chissà, forse sull'onda dell'emozione, la difficoltà nell'incassare due colpi così duri uno dopo l'altro. O forse un problema reale, col quale fare presto i conti.
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