Il Tirreno

Grosseto

A giugno è crollato il cornicione e l’accesso alla via è stato transennato

Strada chiusa da un mese

<strong>TRANSENNA.</strong> La strada chiusa in pieno centro
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TRANSENNA. La strada chiusa in pieno centro

Coro di proteste in via Filzi: «Qui regna la sporcizia»

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GROSSETO. Sporcizia, calcinacci e una strada chiusa da più di un mese. È via Filzi, che collega piazza san Michele a via Manin nel centro storico di Grosseto e costeggia due istituti di credito. Il cornicione della Bnl è crollato il 14 giugno. Sono passati giorni e settimane ma in terra sono ancora i calcinacci. La via resta transennata alle due estremità. Qualche decina di metri di tragitto è chiusa ai due lati. La polizia municipale «ha messo il divieto di accesso, c'è stato un po' di fermento i primi giorni, ma poi più nulla», protestano i cittadini. Soprattutto «la banca - osservano i passanti - non ha più riparato il pezzo di muro precipitato, e la strada è paralizzata da un mese». In più d'uno storce il naso. «Anche la polizia municipale tace e il Coseca, visto il divieto di accesso, non arriva più a pulire». In poche decine di metri di via si trovano tre bottiglioni d'acqua vuoti, pietre frantumate e altri micro-cumuli di sporcizia. Ma è soprattutto il disagio per la strada "tabù" a infastidire. Una commerciante che ha un negozio in via Filzi, giorni fa, ha telefonato irata alla polizia municipale, sfogando il malumore. Poco dopo sono arrivati gli operai del Coseca a pulire ma la pulizia si è fermata lì. Negli ultimi giorni - prosegue - la sporcizia è tornata e i calcinacci sono ancora al loro posto. «Abitanti e negozianti sono arrabbati ma finora non hanno ottenuto niente», protesta ancora la cittadina, arrabbiata col Coseca che non arriva più a pulire. L'azienda da parte sua si difende. «Noi non possiamo andare a pulire con i nostri mezzi - risponde Roberto Valente, presidente del Coseca - semplicemente perché la strada è stata sbarrata dalla municipale e anche noi abbiamo l'accesso vietato: È pericolosa e c'è il rischio che altri cornicioni vengano giù. Se qualcuno la mette in sicurezza ci andiamo, sennò è un problema per tutti».

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