Il Tirreno

Grosseto

Nel Lazio una sentenza che fa scuola

<b>SULLA COSTA </b>maremmana possibili novit&agrave; in vista per bar e ristoranti
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SULLA COSTA maremmana possibili novità in vista per bar e ristoranti

Imprenditore di Tarquinia vince e ottiene il ribasso della tassa Anche nella città del Golfo un precedente favorevole, per l'Arca

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 FOLLONICA. Il ricorso del titolare del Piccolo Mondo ha due punti di forza a suo favore: un caso analogo a Tarquinia, la cui sentenza ha fatto da apripista lungo le coste laziali, e il risultato di un collega follonichese, che ha già vinto una battaglia simile in Consiglio di Stato.  Secondo il Tar di Firenze, la classificazione invocata da Silvio Passini, che vorrebbe il suo ristorante non classificato come attività commerciale ma terziaria, «opera a fini statistici e fiscali», si legge nella sentenza, sostenendo che «trovano applicazione i dati dell'Omi», secondo cui «l'attività di albergo, bar e ristorante appare riconducibile all'attività commerciale, attagliandosi invece a destinazione terziaria agli uffici».  Con queste motivazioni, il tribunale ha respinto il ricorso.  Nel Lazio però una vicenda è andata diversamente. Lì l'anno scorso i titolari dello "Chalet del Pescatore", uno stabilimento balneare con ristorante nel Comune di Tarquinia, hanno trovato ragione, attraverso un ricorso, presso il tribunale ordinario di Civitavecchia, che nella sentenza dichiara che il «canone dev'essere calcolato con l'applicazione dei valori Omi per il terziario».  Una sentenza che ha aperto la strada per tutti i ristoratori lungo la costa laziale, o comunque inseriti nel demanio marittimo. Una svolta, tanto che Vincenzo Marco Giua, consulente demaniale e direttore generale dell'Itb Italia (associazione imprenditori turistici balneari), ne ha scritto una relazione, in cui dice che «molte delle attività economiche che si esercitano sul demanio marittimo le ritroveremo verosimilmente nelle attività di produzione di servizi, ossia ascrivibili al terziario con riferimento all'Omi. Classificare un ristorante, un bar o uno stabilimento balneare applicando la categoria "commerciale" non apparirebbe quindi corretto».  Sentenza di Civitavecchia e relazione del consulente sono stati allegati al ricorso che il titolare del Piccolo Mondo ha inviato al Tar e che adesso riproporrà al Consiglio di Stato.  Quest'ultimo poi ha già dato ragione in un caso simile a Follonica. Riguarda il ricorso presentato dal ristorante L'Arca, quasi identica come struttura al Piccolo Mondo e distante da esso non più di duecento metri.  Il titolare è riuscito a far rivedere il proprio canone demaniale secondo i dati Omi, attraverso un ricorso che nel merito è simile a quello respinto venerdì dal Tar di Firenze.  Il vicino concorrente ha già vinto la sua battaglia perché ha scelto una strada legale diversa da quella dell'avvocato di Passini, che ha richiesto la sospensiva.  Poco importa comunque, perché adesso anche il Piccolo Mondo è pronto ad arrivare al collegio di Roma per avere un verdetto definitivo. E insieme al suo proprietario sono in molti i ristoratori affacciati alla finestra per vederne l'esito. A.F.

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