Il Tirreno

Grosseto

Montana, l'ultimo bilancio

Fiora Bonelli
<strong>COMUNITÀ MONTANA </strong>La sede ad Arcidosso
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COMUNITÀ MONTANA La sede ad Arcidosso

Nessun voto contrario nel corso dell'assemblea della comunità

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La Comunità montana Amiata Grossetana presenta e discute l'ultimo bilancio della sua vita. Al capolinea istituzionale mancano pochi mesi. L'Ente montano, infatti, dal prossimo 1º novembre sarà soppresso per lasciare il posto all'Unione speciale dei Comuni.  Intanto, per quanto riguarda il tema del bilancio, il consiglio dell'ente si è riunito nei giorni scorsi, con un'assemblea in cui nessuno ha espresso voto contrario (si sono registrate solamente alcune astensioni), a dimostrazione del riconoscimento generale del valore di un'istituzione che ha segnato per 40 anni le linee operative dello sviluppo del Monte Amiata.  Il presidente Franco Ulivieri ha ripercorso la storia della Comunità Montana, da quando comprendeva entrambi i versanti della montagna, al momento della divisione, alla situazione attuale in cui si è arrivati alla soppressione e alla consapevolezza, però, che la chiuusura, se non fosse stata tamponata con l'Unione, avvrebbe costituito un vuoto enorme per le politiche dell'Amiata: «La Comunità Montana - ha ricordato tra l'altro Ulivieri - ha saputo rappresentare, nel corso di 40 anni, lo strumento efficiente per arginare e risolvere le emergenze di una montagna messa in crisi dopo la chiusura delle miniere. Un ente in grado di gestire la riconversione, partecipando all'elaboraione del progetto Amiata e della costruzione del servizio sanitario degli anni '90. Poi sono arrivati altri ruoli, come la gestione associata dei servizi a cominciare dalla metà degli anni 90 e negli ultimi 15 anni, la gestione del settore "sociale" oggi passato alla Società della salute».  «Un tavolo politico istituzionale - ha ricordato il presidente - che ha delineato la strada oggi collaudata della valorizzazione dei prodotti tipici, con i marchi del vino e dell'olio e della castagna, il sistema delle riserve naturali, del recupero dei centri urbani. Abbiamo contribuito a costruire - aggiunge - una rete imprenditoriale solidamente dotata di servizi, abbiamo inciso nelle politiche della sanità, della scuola e delle infrastrutture. La Comunità Montana è stata una sorta di provincia dell'Amiata. Dal 1º novembre la Comunità montana sarà sostituita dall'Unione e speriamo di riuscire a proseguire la politica dell'aggregazione reale e non solo formale di tutta l'Amiata grossetana».  Ulivieri aggiunge anche che nonostante le difficoltà e la crisi, nel bilancio proposto (un bilancio di 13 milioni di euro) l'Ente si è impegnato su compiti significativi e il bilancio non ha ricevuto voti contrari: «Siamo riusciti ad avere due finanziamenti, di complessivi 400.000 euro, coi fondi montani e riusciremo a sostenere il sistema museale, quello telematico, la scuola, la promozione turistica e la cultura».  Anche Sandro Ginanneschi, della minoranza, che si è astenuto, riconosce il valore dell'Ente di cui è stato discusso l'ultimo bilancio e sottolinea di aver presentato all'assemblea una mozione a difesa del Liceo fermi di Casteldelpiano, che è stata votata da tutti i consiglieri.

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