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L'Aurelia non va "privatizzata"

L'Aurelia non va "privatizzata"

Dura mozione di Api in Provincia e nei Comuni: «Un'arteria pubblica regalata ai privati, costi scaricati sulla gente, un punto di Pil in meno»

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 GROSSETO. Sull'autostrada scende in campo anche Alleanza per l'Italia, con una mozione, che sarà presentata in consiglio provinciale e in tutti i consigli comunali dove Api è presente, per impedire quella che viene ritenuta una vera e propria "privatizzazione dell'Aurelia".  La mozione si basa sullo studio dell'istituto Tagliacarne che dice che Grosseto ha una bassa dotazione infrastrutturale. Tra le poco più delle 100 Province italiane, quella di Grosseto è 98ª per la dotazione di strutture e reti per la telefonia; 92ª per reti bancarie e servizi vari; 81ª per impianti e reti energetico-ambientali; 93ª per la rete stradale. In quest'ultima graduatoria, fatto 100 il dato nazionale, la dotazione stradale media delle Province toscane è 101,46 (Arezzo 104, Livorno 96, Lucca 184, Massa Carrara 148, Siena 90) e quella di Grosseto è largamente al punto più basso, 48,66.  Un punto di Pil in meno. «Appare evidente - scrivono l'assessore Gianni Chelini e gli altri rappresentanti di Api - come questa situazione rappresenti una forte criticità per lo sviluppo e la competitività del territorio imponendo un riequilibrio nella programmazione Regionale. Quelle azioni che il presidente della Provincia ed i sindaci hanno reclamato nelle sedi istituzionali. L'accordo sul tracciato di autostrada, approvato con prescrizioni dal Cipe nel 2008, si collocava in questa direzione. Si trattava di una nuova infrastruttura che si sommava su quelle esistenti. Invece, con la proposta di privatizzare l'Aurelia, si opera una sostituzione abbassando la qualità autostradale del progetto ed imponendo enormi sacrifici al territorio. Non solo quello del pedaggio, una beffa. Lo scenario prevede 200 km di Aurelia, unica direttrice nord-sud di grande percorrenza, soggetta ad anni ed anni di lavori con pesanti disagi per il traffico, la circolazione delle merci ed effetti negativi sul turismo e sulle nostre produzioni agro-alimentari ed industriali. I Maremmani (studenti, pendolari e non solo) subiranno anni ed anni di disagi, in mezzo alle file dei rallentamenti provocati dai cantieri; tempi di percorrenza più lenti negli approvvigionamenti e nelle esportazioni si tradurranno in maggiori costi; la direttrice Aurelia sarà sconsigliata dai "tour operators" che considerano voce sensibile, nei propri programmi, il fattore tempo nei trasferimenti dei gruppi. Non è azzardato stimare, in almeno un punto annuo di penalizzazione del Pil provinciale, l'onere a carico del sistema economico grossetano per consentire alla Sat di privatizzare l'Aurelia ed all'Anas di depennare i costi del capitolo Aurelia dal proprio bilancio».  Dal 2000 a oggi I consiglieri di Api si chiedono anche come mai il progetto prospettato nel 2000 di adeguamento dell'Aurelia, richiesto dalle comunità locali, sia stato nel 2005 ritenuto dall'Anas inaccettabile per l'impossibilità di rispettare le normative tecniche per la costruzione di strade ed autostrade, mentre oggi appare possibile. «Sono cambiate le normative o quel giudizio sommario ha rappresentato un inganno per la collettività e un favoritismo verso la concessionaria che, allora, sosteneva un progetto autostradale distinto e distante dall'Aurelia?»  Costi e traffico. «Il progetto sul tracciato approvato dal Cipe nel 2008 prevedeva un costo di 3,8 miliardi, un traffico stimato al 2030 di 52.000 veicoli/giorno rispetto ai 18.000 attuali ed una proroga della concessione dal 2028 al 2046 per ripagare con le tariffe l'investimento. Il nuovo progetto sull'Aurelia che, pertanto, verrebbe privatizzata, prevede un costo di 2,2 miliardi ed un traffico stimato al 2030 di 31.000 veicoli/giorno. La stima del traffico è un dato attendibile, suffragato da indagini accurate, o rappresenta una funzione manipolabile in ragione dei benefici da ottenere dallo Stato? Secondo il ministro Matteoli, lo Stato non sborserà un solo euro per la realizzazione del progetto. Di conseguenza, ci aspettiamo di conoscere quanto la concessionaria Sat dovrà corrispondere all'Anas per l'uso di 200 Km dell'Aurelia costruita a 4 corsie con risorse pubbliche. La differenza tra il costo dei due progetti presentati dalla Sat è 1,6 miliardi di euro. Tale differenza dovrebbe rappresentare la base di calcolo per la valorizzazione dell'uso dell'Aurelia nel tempo della concessione».  Costi... scaricati. «È inaccettabile la pretesa di scaricare sulla collettività l'intero costo dell'investimento, imponendo un cambio di ruolo territoriale dell'Aurelia con effetti laceranti sull'intero sistema di relazioni urbanistico-produttive che lungo l'arteria si era consolidato. Appare scandaloso che si possa immaginare di consegnare ai soli calcoli di un privato, attento solo ai propri equilibri finanziari (la Sat), il ruolo centrale di riconsiderazione della trama degli interessi del territorio, dei rapporti con la gente e con i cittadini, del nuovo sistema di viabilità ordinaria e di trasporto. Quindi piena solidarietà alla lotta della comunità di Orbetello che dovrebbe trasformarsi nella lotta di tutti i Comuni della Provincia».  Troppa fretta. Appare sospetta - per Api - anche la fretta decisionale: «Meriterebbero un approfondimento le procedure ed i comportamenti in apparenza normali, ma che muovono interessi enormi a carico di una collettività ed a favore di un privato. La concessione per la realizzazione di un'autostrada e la concessione di una strada statale per adeguarla ad autostrada sono la stessa cosa? Per la prima il diritto della Sat è indiscutibile, ma per la seconda chi può escludere project-financing migliori e più a basso costo da ricercare sul mercato con procedure trasparenti di evidenza pubblica?»  La mozione. Quindi Api chiede di votare una mozione che impegni Provincia e Comuni a bloccare la "privatizzazione" dell'Aurelia; esprimere contrarietà a un progetto di autostrada di serie B che usa l'Aurelia solo per risparmiare i costi della concessionaria e scaricarli sulla collettività; restituire centralità e ruolo alle autonomie locali, delegate a proporre soluzioni ai problemi di mobilità di chi vive e lavora sul territorio. E infine in ogni caso pretendere che una viabilità alternativa adeguata sia realizzata prima dell'inizio dei lavori sull'Aurelia per minimizzare i danni a utenti e economia provinciale.

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