Attenzione
Il caso Borghi in tribunale
Alfredo Faetti
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SINDACO Massimo BorghiIl sindaco è «sereno» ma annuncia querele
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GAVORRANO. Notificato l'atto amministrativo della prefettura, il caso Borghi arriva in tribunale. In quella sede sarà verificata la condizione di eleggibilità del sindaco di Gavorrano. Nessun commissariamento, ma redini al vice fino a nuove elezioni, e querele in vista. In caso d'elezioni, anticipa Borghi, «mi ripresenterò». Il sindaco si dice sereno ma avverte: «denuncio chiunque mi accusi di illegalità». In ogni caso avremo una risposta. Alla fine dell'iter giudiziario che lui stesso definisce una «questione burocratica», sapremo se è o non è eleggibile. Il primo cittadino ringrazia perfino il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, per aver dato questa possibilità. «Verrà fatta chiarezza» dice. E sarebbe già un passo avanti, dato che dall'aprile scorso, quando Borghi chiese l'aspettativa dal suo posto di lavoro solo dopo la consegna delle liste elettorali (limite previsto per legge), di chiarezza ce n'è stata poca. L'ultimo mese della campagna elettorale a Gavorrano è stato incentrato proprio su questa vicenda ma alla fine l'ha spuntata lui, vincendo 62 giorni fa le elezioni e tornando a indossare la fascia tricolore dopo nove mesi di commissariamento. Un rischio questo «che in ogni caso verrà scongiurato», dice Borghi, perché anche se alla fine dovesse decadere, «il vice sindaco (Elisabetta Iacomelli, ndc) prenderà il mio posto fino a nuove elezioni». L'iter, partito giovedì con la notifica dell'atto amministrativo dalla prefettura, ha la prima tappa in camera di consiglio del tribunale di Grosseto l'8 settembre, con l'udienza davanti al magistrato Giulia Conte. Borghi si presenterà con i suoi legali, Nicola Maria Tamburro del foro di Grosseto, e Mario Giarrusso del foro di Catania, avvocato di punta dell'associazione Caponnetto contro le mafie. «Governerò per tutti e tre i gradi di giudizio», dice il sindaco riferendosi a Camera di consiglio, Tar e Consiglio di Stato; e pronto quindi a qualunque ricorso. Alla fine dell'iter verrà sancito se Borghi era o non era eleggibile. Nella seconda ipotesi il sindaco decade e saranno indette nuove elezioni. Nel caso di Gavorrano, la prima tornata utile coinciderebbe con le amministrative di Semproniano, Pitigliano e altri comuni maremmani in programma per il maggio prossimo. «E nel caso ci sarò anch'io», avvisa Borghi, che lancia già la sua ipotetica ricandidatura. Nel mezzo, niente commissario prefettizio ma la Iacomelli pronta a guidare la maggioranza fino alle urne. Questa almeno la versione data da Borghi. «Sono sereno e invito tutta la comunità a essere serena - dice - Non mi farò distrarre da questa vicenda e continueremo a lavorare nell'interesse di tutti». Poi però cambia tono e annuncia querele. Non come sindaco di Gavorrano ma come Massimo Borghi. «Devo difendere la mia persona». Difenderla da cosa? «Dalle fughe di notizie e da chi mi accusa di operare fuori dalla legalità». Il destinatario sono «esponenti della politica gavorranesi», rei secondo lui di aver parlato pubblicamente «dell'azione della prefettura quando l'atto era ancora in costruzione, 15 giorni fa», e di averlo accusato di poca onestà. «Sto raccogliendo materiale dai giornali, da Facebook e da testimonianze varie. Quando avrà raccolto tutto darò mandato ai legali di partire con le querele».
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