Sicurezza
LUCA MARONI
«Una scommessa, sarà un winebar innovativo»
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VINO. Luca Maroni 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Io sono stato chiamato a dare il massimo dal punto di vista della cultura e dell'anima. Sono sicuro che Salvestroni rispetti le regole. Non credo che voglia oltrepassarle e dare nell'occhio. Credo che quest'occasione preziosa debba essere più importante delle polemiche su burocrazia e iter giudiziari. Non ci sentiamo al di sopra delle leggi, ci sottoporremo a tutti i controlli. Ma vorremmo anche far filtrare il concetto di una grande operazione culturale. In Maremma 190 aziende lavorano nel vino (a dire il vero sono quasi 250, ndr) e impiegano migliaia di persone. Questa terra può diventare ricca, col vino. Ci rendiamo conto del miracolo che possiamo fare?». Luca Maroni, consulente culturale e selezionatore per Vinosì, dice di fare «questo mestiere da 23 anni, con una passione autentica», e vuol ripartire da una Grosseto «intraprendente ed entusiasta» per proiettare i vini italiani nel mondo. «Vorrei che il nuovo locale fosse una vetrina dove, questi vini, si possa non solo apprezzarli ma conoscerli. Più che altro è un'operazione culturale e di apertura mentale: una filosofia nuova che spero incontri il gusto dei grossetani. Sarebbe la miglior consacrazione della Maremma come luogo di produzione del vino. Nelle Langhe è pieno di punti vendita che sono la vetrina del territorio. L'enogastronomia può diventare il principio di una rivoluzione in cui Grosseto si proponga come capitale nazionale dell'enogastronomia. È nei momenti di crisi che una proposta può dare segno di fiducia». (eg)
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